12 Casi d’uso reali della tecnologia blockchain e dei servizi legati alle criptovalute

Sauro Arceri
| 14 min read

La società Bitwise Investments ha recentemente pubblicato un documento dal titolo: “Crypto Use Cases: 12 Real-World Stories“.

Dal momento che i critici delle criptovalute pongono sempre più spesso la domanda: “Come può la tecnologia crypto essere utile nel mondo reale?” il documento della società Bitwise nasce per fornire, attraverso dodici esempi, una panoramica sulle applicazioni reali della tecnologia blockchain e delle criptovalute.

I casi d’uso elencati a seguire, però, rappresentano solo una piccola parte delle possibili applicazioni. La tecnologia blockchain, infatti, recentemente è approdata anche in settori come l’industria alimentare, le catene di fornitura, il settore medico, la microfinanza, le infrastrutture e l’educazione.

 

Crypto Use Cases

Farcaster: Riparare ciò che è guasto nei Social Media


Il primo caso di studio riguarda Farcaster, una società che ha lanciato un social network decentralizzato open source per contrastare il monopolio della gestione dei dati privati degli utenti da parte delle Big Tech come Facebook, Twitter e LinkedIn.

Nel caso di Farcaster sono i singoli individui, e non la compagnia, a possedere e controllare i propri dati, il nome utente e i contenuti pubblicati sul social, e a garantire tutto ciò è proprio la tecnologia blockchain. Invece di essere memorizzati in un database aziendale, i dati sono iscritti nel registro decentralizzato on-chain e questo li rende immuni da qualsiasi tipo di manipolazione o alterazione.

Essendo un social open source, inoltre, qualsiasi sviluppatore può collaborare inserendo nuovi strumenti senza il timore che l’accesso al database venga tagliato via per capriccio o per questioni di interesse.

Stablecoin: Spostare dollari alla velocità di Internet


Il secondo caso si concentra sull’utilizzo delle stablecoin per semplificare le transazioni finanziarie internazionali e ridurre i rischi di fluttuazioni valutarie.

Il mondo lento e costoso dei bonifici bancari e degli assegni sta lasciando il posto alle stablecoin in USD: trasferimenti istantanei in dollari senza commissioni o minimi, sempre e ovunque.

Le stablecoin sono dollari, o altre riserve di valore stabili, che vengono registrati su una blockchain decentralizzata. Gli utenti ottengono gli ovvi benefici del dollaro, come la relativa stabilità e l’uso globale, uniti alla capacità della blockchain di effettuare le transazioni alla velocità di internet.

Così facendo si liberano i propri soldi dalla prigionia delle banche e dalle costose e laboriose reti di pagamento tradizionali.

In tutto il mondo, persone e aziende hanno già investito oltre 100 miliardi di dollari in stablecoin per trarre vantaggio da questo sistema del 21° secolo.

USD Coin (“USDC”) è una delle stablecoin più popolari, con oltre 1,6 milioni di utenti in tutto il mondo, e la sua adozione è in continua crescita.

Hivemapper: Il crowdsourcing finalizzato a migliorare le mappe in tempo reale


Il terzo caso riguarda la creazione di una piattaforma con una criptovaluta nativa offerta come ricompensa agli automobilisti, in cambio del loro contributo a costruire una mappa ad alta risoluzione che viene aggiornata con una maggiore frequenza rispetto ai servizi di navigazione già esistenti.

Il nome della piattaforma è Hivemapper, e si tratta di un progetto che intende creare un sistema di incentivi simile a quello azionario, cioè basato sul crowdsourcing, ma funzionante sulla blockchain.

Gli automobilisti che scelgono di partecipare a questo progetto, acquistano una speciale Dash Cam ad alta definizione, la collegano al loro veicolo e guidano come al solito, per andare al lavoro, a scuola o al supermercato.

Nel frattempo la telecamera cattura istantanee della strada con regolare frequenza trasmettendole al database di Hivemapper, che a sua volta le utilizza per creare una mappa open source ad alta risoluzione e aggiornata in tempo reale con la trasmissione di nuove istantanee. La società Hivemapper, poi, applica tariffe alle aziende e ai clienti privati che vogliono utilizzare la mappa.

Gli automobilisti che hanno investito nel progetto con l’acquisto della Dash Cam, vengono invece ricompensati con il token nativo della piattaforma, HONEY. Qualcuno potrebbe obiettare che questo è soltanto un modo per ingannare gli automobilisti inducendoli ad accettare un bene senza alcun valore sottostante.

In realtà le aziende e i privati cittadini che vogliono usare la mappa Hivemapper, dovranno pagare la tariffa in token HONEY, di conseguenza questo genererà automaticamente la domanda per il token, permettendo agli automobilisti di vendere sul mercato quelli guadagnati come ricompense e convertirli in altre criptovalute o in moneta fiat.

Starbucks: Customer Rewards 2.0


Il quarto esempio è quello del gigante del caffè, Starbucks, che ha lanciato nel 2022 un nuovo programma di ricompense per i clienti basato sulla blockchain; anche in questo caso, il programma permette ai membri di comprare e vendere i premi guadagnati, che sono erogati sotto forma di token non fungibili (NFT).

Il programma Customer Reward 2.0 ha permesso a Starbucks di ridurre i costi di un normale programma di ricompense (che di solito per un’azienda sono molto elevati) e di creare un marketplace per l’NFT nativo sfruttando la piattaforma blockchain di Polygon.

Uniswap e DeFi: come migliorare i servizi finanziari sostituendo gli umani con l’automazione blockchain


Il quinto caso d’uso della blockchain riguarda direttamente i servizi finanziari e in particolare gli exchange, che operando nell’ambito crypto dovrebbero essere delle entità decentralizzate ma che spesso e volentieri non lo sono.

Nel documento di Bitwise, infatti, si prende come esempio Coinbase, che pur essendo una società focalizzata sulle criptovalute non è decentralizzata, ma è una grande azienda che impiega e organizza migliaia di persone in tutto il mondo per offrire servizi e prodotti finanziari.

Coinbase serve più di 110 milioni di utenti che hanno depositato sulla sua piattaforma più di 80 miliardi di dollari per negoziare criptovalute, e guadagna applicando una commissione dell’1%, o più, su ogni transazione effettuata dagli investitori al dettaglio. Le tariffe applicate sono alte proprio perché Coinbase ha dei costi elevati per mantenere in piedi l’azienda e pagare tutti gli impiegati.

L’equivalente reale di Coinbase nella DeFi, invece, è la piattaforma Uniswap che offre gli stessi servizi, cioè acquistare e vendere criptovalute, e quindi è in diretta concorrenza con Coinbase. La differenza, però, è che Uniswap non è un’azienda ma un software che opera sulla blockchain di Ethereum; di conseguenza non ha uffici, non impiega persone e non paga stipendi, non ha nemmeno spese accessorie che derivano dalla gestione del personale.

Tutte le operazioni di marketing, trading e staking sono gestite in automatico dal software e quindi le tariffe applicate alle transazioni hanno un costo drasticamente più basso rispetto a quello di Coinbase (o di altri exchange centralizzati).

Musica NFT: gli artisti condividono le royalties con i fan


Ultimamente ha fatto molto discutere, nell’industria discografica, la decisione presa da Rihanna, che ha pubblicato una collezione NFT (Non Fungible Token) che offre ai fan qualcosa che in precedenza non era possibile: la comproprietà della sua musica.

L’esempio di Rihanna è stato presto seguito da altri artisti e gruppi, come Diplo e i The Chainsmokers, che stanno adottando il sistema degli NFT musicali per offrire ai loro fan una partecipazione nella proprietà di alcune canzoni.

Ogni volta che queste vengono suonate dal vivo o riprodotte dalle radio, i fan guadagnano una piccola percentuale sulle royalties dell’album, inoltre hanno ulteriori vantaggi come l’accesso al backstage per incontrare le band durante i concerti.

Buste paga internazionali: usare Bitcoin per attivare la Gig Economy globale


Al momento esistono aziende globali, come Premise e DeeL, che permettono di assumere lavoratori in tutto il mondo e di pagare gli stipendi in criptovalute, Bitcoin o NFT.

Queste piattaforme hanno ampliato notevolmente il mercato del lavoro, mettendo in contatto la domanda con l’offerta e offrendo notevoli opportunità soprattutto ai lavoratori freelance, che possono essere assunti a contratto anche da aziende di altre nazioni.

La piattaforme come Premise e DeeL hanno anche l’ulteriore vantaggio di gestire in maniera efficiente i pagamenti sia per quanto concerne l’aspetto fiscale, con generazione automatica di fatture e calcolo delle relative tasse, sia per la velocità delle transazioni, che avvengono in un lasso di tempo che può andare dai 10 minuti alle 24 ore al massimo.

Nike e la corsa all’oro della moda da 250 milioni di dollari


La nuova frontiera del mondo della moda è l’abbigliamento virtuale, e lo sanno bene compagnie come Nike, che stanno facendo grandi incassi in questo settore grazie alle blockchain decentralizzate.

Tutti sono sensibili alla moda nella misura in cui ci si veste in modo da soddisfare una tendenza; anche chi si affida soltanto ai gusti personali, cerca comunque di accostare i propri capi di abbigliamento seguendo un criterio che a sua volta si rispecchia in una tendenza di moda.

La grande distribuzione dell’abbigliamento è sbarcata prima online dando l’opportunità alle nuove generazioni, che passano la maggior parte della giornata collegati alla rete per lavoro o per svago, di acquistare direttamente sul web. Ora invece, grazie allo sviluppo del Metaverso, aziende come Dolce & Gabbana, Tiffany, Nike e altri grandi marchi, stanno esplorando il nuovo mercato degli “oggetti da collezione digitali” sotto forma di NFT.

Questi oggetti: scarpe, accessori e altri capi di abbigliamento virtuali, permettono ai possessori di sfoggiare online il proprio gusto e la propria ricchezza. Non siete ancora convinti? Basta dire che Nike, soltanto l’anno scorso, ha realizzato 186 milioni di dollari di guadagni derivati dalla vendita degli NFT da collezione.

DAO: La più grande innovazione organizzativa dai tempi della C-Corp, nativa dell’Era Digitale


Le organizzazioni autonome decentralizzate (DAO) utilizzano la tecnologia blockchain per creare regole e governance per gruppi di persone che si organizzano online condividendo obiettivi o interessi condivisi.

Alla fine del 2021, Sotheby’s ha aperto un’asta per una delle prime copie stampate della Costituzione degli Stati Uniti. Poco dopo, un’organizzazione autonoma decentralizzata (DAO) si è formata per fare un’offerta. Una DAO è come una cooperativa online i cui membri sono verificati e votano sulle proposte attraverso una blockchain decentralizzata.

Con una velocità impressionante, la DAO ha attirato più di 17.000 partecipanti e ha raccolto quasi 50 milioni di dollari in pochi giorni, emettendo token che garantiscono ai loro titolari diritti di governance sul documento (nel caso in cui avessero vinto l’offerta).

Alla fine ConstitutionDAO, questo è il nome che avevano dato all’organizzazione, ha perso contro l’offerta finale di 43 milioni di dollari del miliardario Ken Griffin, fondatore della Citadel.

Oltre a essere una storia avvincente (“Archivio del 18° secolo quasi trasferito a una cooperativa digitale!“), la guerra delle offerte ha fatto luce sul modo in cui la tecnologia crittografica sta ridisegnando il modo in cui le organizzazioni si sviluppano, si organizzano e si governano.

Prima delle blockchain, come avrebbero fatto 17.000 sconosciuti a creare un’organizzazione finanziaria orientata a una causa comune e raccogliere quasi 50 milioni di dollari in una sola settimana?

Altre DAO sono nate per perseguire una serie di interessi collettivi: l’acquisto di una franchigia sportiva, la formazione di un’organizzazione mediatica o l’acquisto di un terreno. Questa storia è un ulteriore esempio di come le applicazioni della criptovaluta continuano a rimodellare il mondo degli affari.

ENS: Nomi di dominio per il mondo Web3


Se qualcuno vi chiedesse di inviargli un pagamento a questo indirizzo:

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come fareste? Non sarebbe di certo una cosa facile, e dovreste fare completo affidamento sulla funzione “copia e incolla”. Ma se il pagamento fosse di 1 milione di dollari riuscireste a fidarvi? Di certo non vorreste rischiare di inviare una tale somma al portafoglio sbagliato.

La piattaforma Ethereum Name Service (ENS) nasce apposta per risolvere questo problema; grazie a ENS è possibile acquistare un semplice nome di dominio, per esempio john.eth, e poi collegarlo a qualsiasi indirizzo numerico o alfabetico: al proprio sito web, al proprio account email e perfino al proprio wallet crypto.

È importante notare che la proprietà di questo nome di dominio è registrata sulla blockchain di Ethereum. Che cosa significa questo?

Innanzitutto significa che, se qualcuno digita “john.eth“. può vedere quello che equivale al biglietto da visita digitale di John, completo di indirizzo Bitcoin, indirizzo Ethereum, immagine dell’avatar, collezione di NFT, profilo Twitter, sito web personale e/o indirizzo e-mail.

È come uno spazio dove depositare i propri beni digitali e comunicare al mondo: “Questi sono di mia proprietà“. È la cosa più vicina al possedere un’identità in criptovaluta.

In secondo luogo, significa che John può portare con sé le informazioni su Internet più facilmente. Usare Facebook, Twitter o Uber al giorno d’oggi, infatti, significa creare profili diversi per ciascuno di essi. Ma i siti Web3 permettono al nostro ipotetico John di digitare semplicemente il suo nome di dominio ENS e fornire tutti i suoi dati all’applicazione in una sola volta.

Pensate un po’ agli indirizzi email nel 1995: esistevano ma non tutti li avevano; prima dell’adozione di massa sono dovuti trascorrere alcuni anni, ma alla fine sono diventati indispensabili. Ecco, l’ENS si colloca oggi nello stesso punto in cui si trovavano gli indirizzi email nel 1995.

Crypto Gaming: Proprietà digitale nei giochi


Con l’aumento degli acquisti in-game, il caso d’uso della blockchain finalizzato al gioco basato sulle criptovalute sta accelerando.

I giochi online rappresentano una massiccia fetta del mercato del Gaming, si stima infatti che almeno 3 miliardi di persone in tutto il mondo giochino online a Minecraft, Fortnite e altri giochi, spendendo più di 60 miliardi di dollari all’anno.

Una grossa fetta di questi soldi sono usati per acquisti in-game di oggetti digitali che, una volta comprati, possono essere usati esclusivamente all’interno del gioco e non possono più essere negoziati o trasferiti ad altri giochi, privando così il giocatore di qualsiasi profitto reale.

I giochi basati su piattaforme blockchain, invece, pur utilizzando il principio degli acquisti in-game, erogano i loro oggetti di gioco virtuali sotto forma di NFT. Questo significa che il proprietario, oltre a usarli per giocare, può eventualmente decidere di trasferirli e usarli su altri giochi della stessa piattaforma oppure, se ha deciso di smettere di giocare, può liquidare i propri oggetti mettendoli sul marketplace, ricavando un profitto dalla loro vendita.

Questo è uno dei motivi per cui il gioco basato sulle criptovalute sta accelerando. Delle prime dieci società di gioco, otto hanno team a tempo pieno che si occupano di giochi in criptovaluta. E diverse società di venture capital hanno già hanno già lanciato fondi dedicati esclusivamente al Metaverse gaming, tra cui il fondo da 600 milioni di dollari a16z, lanciato di recente.

I videogiochi sono un grande business e la criptovaluta lo migliora.

Bitcoin: una riserva di valore digitale in piena crescita


Il nostro ultimo esempio si rifà al caso d’uso originale della criptovaluta: Bitcoin, la moneta digitale nata dalla crisi finanziaria globale del 2008/2009.

Frustrati dal salvataggio delle banche e dallo svilimento delle valute tradizionali, i sostenitori di Bitcoin sognavano di creare una nuova alternativa, slegata dal sistema finanziario tradizionale e ortogonale alle crisi bancarie, alla politica monetaria soggettiva, all’iperinflazione e ai regimi autoritari.

Forse starete pensando: “Ma è proprio a questo che serve l’oro, giusto?”. Ma l’oro è un metallo prezioso, è difficile da estrarre, difficile da spostare, è soggetto a contraffazione ed è costoso da conservare. Nel 21° secolo, invece, l’alternativa digitale sembra più naturale.

Negli ultimi 14 anni, Bitcoin ha assunto questo ruolo. Dopo una partenza a freddo, oggi è un asset da centinaia di miliardi di dollari che può essere convertito in valuta locale in più di 100 Paesi del mondo, in alcuni dei quali è ritenuto più affidabile perfino rispetto alla valuta fiat ufficiale.

Ha superato il suo luogo di nascita nelle chat room di Internet per essere discusso nelle sale dorate e nei rapporti di ricerca sugli investimenti delle più grandi banche e delle istituzioni più affermate del mondo, da Goldman Sachs a JPMorgan, BlackRock e oltre.

I futures regolamentati che seguono i prezzi delle azioni sono scambiati nelle più grandi borse di derivati del mondo, e colossi finanziari come Fidelity, NASDAQ, Bank of New York Mellon e altri si impegnano a detenere Bitcoin per conto dei clienti.

Anche se oggi non tutti lo accettano come “mainstream“, pochi si aspettano che scompaia. Ormai Bitcoin ha trovato un posto nel mondo e la sua adozione è in crescita.

Quest’ultimo caso d’uso è potente, se non altro perché il mercato potenziale è gigantesco. L’oro, ad esempio, è un mercato da 12.000 miliardi di dollari ed è solo uno dei tanti mercati a cui può rivolgersi Bitcoin, dato che il suo potenziale utilizzo come riserva di valore duratura continua a guadagnare terreno.

Conclusioni


La rivoluzione delle criptovalute è iniziata nel 2008 quando un anonimo informatico che operava con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto concepì un sistema per creare una rete di pagamenti digitali peer-to-peer.

La scoperta di Satoshi, tuttavia, ha fatto molto di più che introdurre una versione digitale del denaro contante, ma ha creato una nuova piattaforma di calcolo, una blockchain decentralizzata che ha dato vita a possibilità completamente nuove, tra cui nuovi modi di trasferire valore, organizzare comunità e archiviare i dati online.

Siamo ancora agli inizi per capire la reale portata di questa scoperta e tutte le sue possibili applicazioni, ma lo stiamo facendo. Dai giochi alla musica, ai social media, ai pagamenti, alla DeFi, alle stablecoin e oltre, ci sono casi d’uso reali per le criptovalute che coinvolgono milioni di persone e aziende in tutto il mondo, per un valore complessivo di triliardi di dollari.

In generale, il documento dimostra come la tecnologia blockchain e le criptovalute possano essere utilizzate per risolvere problemi reali in vari settori, migliorando l’efficienza, la trasparenza e la sicurezza delle operazioni. Tuttavia bisogna sottolineare anche la necessità di una maggiore regolamentazione e di una maggiore attenzione alla sicurezza, per garantire che queste tecnologie possano essere utilizzate in modo responsabile e sostenibile.

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