2023: un anno sulle montagne russe per Bitcoin

Laura Di Maria
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Dopo un 2022 burrascoso, culminato col disastroso dal crollo del gigante FTX,  il 2023 per Bitcoin è stato l’anno del recupero sulle montagne russe. Oggi Bitcoin (BTC) siede su un guadagno del 160% rispetto all’anno scorso.

Facciamo un’analisi approfondita di come il prezzo di BTC sia arrivato fin qui.

Rally di gennaio: Il freno all’inflazione ha innescato un tentativo di recupero per Bitcoin


Esattamente un anno fa, a Natale 2022, il prezzo di BTC crollava rapidamente fino a 15.499$. A metà dello scorso gennaio Bitcoin tornava a recuperare terreno dopo il violento deprezzamento.

La ripresa di gennaio sembrava derivare dalla combinazione di alcuni fattori macroeconomici. I trader si sono spostati su posizioni rialziste quando la Fed degli Stati Uniti ha confermato il rallentamento dell’inflazione. Questa condizione ha influenzato la ripresa dei mercati di tutto il mondo.

Sebbene le speranze generali di un taglio dei tassi non si siano concretizzate, il cambiamento del sentiment di mercato è stato sufficiente a innescare un forte rialzo nel 2023. Nel corso del mese gli asset crypto hanno registrato un recupero complessivo del 36,7% nel corso del mese.

Violento calo a metà febbraio: il legislatore USA prende di mira i mercati crypto


Nonostante il forte rimbalzo di gennaio, a metà febbraio il mercato subisce un calo importante determinato dalla perdita del 22,4% sul prezzo di Bitcoin.

A determinare l’inversione di rotta sono state le numerose misure di contenimento attuate dal governo Biden nei confronti del comparto crypto.

Il maggiore censore è stata la SEC alla guida di Gary Gensler. Un rigoroso giro di vite nei confronti dell’exchange Kraken e dell’emittente di stablecoin Paxos ha fenato la crescita del mercato.

A ribaltare al situazione ha contribuito il diffondersi di un sentiment rialzista in Asia, in particolare a Hong Kong, che ha alimentato la ripresa del mercato.

Aprile segna l’inizio della stagnazione di Bitcoin in area 30.000$


La capacità di Bitcoin di contrastare le misure conservative della SEC ha determinato una solida ripresa del prezzo nei mesi successivi. In questo frangente, il prezzo di BTC è salito a martello fino a testare la resistenza oltre 30.000$.

Il momento non era ancora quello giusto però, e il mercato ha rifiutato il nuovo livello di prezzo innescando un nuovo crollo, del 17%. Il nuovo giro di giostra, però, è riuscito a portare BTC a chiudere in verde il mese di aprile.

A maggio Bitcoin canna l’obiettivo della ripresa e il grafico si tinge di nuovo di rosso


Nonostante l’inizio rialzista di fine aprile, maggio è il primo mese in cui Bitcoin registra un calo su base mensile durante il 2023 e perde l’8% nel corso del mese.

Due sono i fattori che hanno innescato l’azione di prezzo negativa: il calo della liquidità sui mercati, inasprita dal sell-off quanto BTC ha toccato quota 27.500$ e la nuova stretta sulla politica monetaria della Fed.

La disponibilità di capitali si è contratta in seguito alle pressioni cinesi, ma anche per via dell’ingresso di un nuovo attore chiave che ha stravolto le regole del gioco nel 2023: l’intelligenza artificiale.

Un importante short squeeze a giugno innesca il breakout del prezzo di Bitcoin


Dopo la scarsa performance di maggio, a giugno Bitcoin ha ripreso a correre con un’impennata del 28% nel giro di poche settimane.

A determinare il pump di giugno sembra aver contribuito un importante short-squeeze, innescato dall’eccesso di leva sull’open interest che si è accumulato nel grafico intorno al livello di 24.800$.

I trader che avevano scommesso su un ulteriore ribasso del prezzo, si sono ritrovati a dover shortare su 36,6 milioni di dollari di liquidazioni allo scoperto.

Forti cali a luglio non minano la validità della resistenza a 30.000$


Dopo l’aggressivo short-squeeze di giugno, a luglio il prezzo di Bitcoin è salito in alto nel canale di trading. A questo punto il prezzo di BTC ha tentato il breakout al di sopra di 30.000$.

Dopo aver raggiunto un picco di 31.842$ il 15 luglio, Bitcoin ha subito un forte ribasso, con una perdita dell’8,8% nel mese, finendo di nuovo sotto la resistenza di 30.000$ e chiudendo il mese in rosso a 29.080$.

A luglio, però, Bitcoin ha iniziato a svincolarsi dagli eventi fattori macroeconomici.

Agosto di sangue: Perché il prezzo di Bitcoin è sceso in maniera così drastica?


Lo scorso agosto Bitcoin ha chiuso il mese con un forte ribasso, alimentato dalla drammatica perdita di 2.000$ tra il 17 e il 18 agosto.

Bitcoin non sia stato l’unico asset a subire il ribasso di agosto, anche i mercati TradFi hanno subito perdite. Ma la maggiore crypto per market cap potrebbe aver subito più degli altri asset gli effetti della pubblicazione dei dati da parte del CME.

Il calo del prezzo di Bitcoin è avvenuto pochi giorni dopo la pubblicazione del report del Commitment of Traders (COT) della Commodity and Futures Trading Commission (CFTC) degli Stati Uniti. Qui i dati mostravano un incremento delle scommesse ribassiste sui future di Bitcoin da parte dei fondi a leva (hedge fund e commodity trading) quotati sul CME.

I dati sono stati svelati proprio quando CoinBase lanciava dei prodotti per il trading dei future su Bitcoin per i clienti statunitensi.

Rimbalzo di Bitcoin a settembre: BTC si stabilizza sopra i 25.000$


Quando i trader sono tornati alle loro scrivanie dopo un’estate volatile, Bitcoin ha ritrovato stabilità dopo un clamoroso test del supporto inferiore a 25.000$ l’11 settembre.

Il calo che ha permesso di testare i 25.000$ è stato innescato dalla notizia che l’amministrazione che gestisce la liquidazione di FTX avrebbe presto svenduto gli attivi della società. Notizia poi non confermata.

Ma l’ingranaggio si è messo in movimento e dopo il test del supporto inferiore a 25.000$ è partito il rimbalzo all’interno del canale di trading. Spinta che ha contribuito a generare un apprezzamento del +12,1% fino a raggiungere la resistenza della 200DMA intorno a 28.000$ il 30 settembre.

Questo nonostante i commenti e le preoccupazioni della SEC.

A ottobre i mercati sono stati contagiati dalla febbre per l’approvazione del primo ETF spot di Bitcoin


Dopo la sostanziale ripresa di settembre, a ottobre il prezzo di Bitcoin ha registrato un’impennata del 27% e il prezzo si è posizionato sopra 30.000$ anche grazie a un violento pump del 14,5% in un solo giorno il 23 ottobre.

Il rinnovato vigore del mercato si spiega con il diffondersi delle aspettative associate alla possibile approvazione del primo ETF spot di Bitcoin. In quel momento si è innescata la FOMO e il trader si sono concessi il lusso del panico quando la Corte d’appello ha annullato la precedente decisione della SEC di respingere la richiesta di convertire il GBTC in un ETF spot di Bitcoin.

Dicembre pone le basi per una grande corsa al rialzo del Bitcoin nel 2024


Dopo tre trimestri solidi (Q1-Q3) di stabilizzazione dei prezzi, il rally che ha preso vigore all’inizio di dicembre.

La prima settimana di dicembre il prezzo del Bitcoin è esploso del 18,35%, lanciando il prezzo di BTC a 44.694$, il livello massimo raggiunto nel 2023.

Ora Bitcoin siede in cima a una montagna di guadagni del 160% su base annua. I mercati pregustano il momento in cui sarà formulato il primo responso sulle richieste di creazione di ETF spot su Bitcoin, si suppone già durante le prime settimane di gennaio. Inoltre, aprile 2024 vedrà concretizzarsi l’atteso halving di Bitcoin con gli attesi effetti sui prezzi.

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