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Anche Coinbase coinvolta nel crac Signature Bank – Ecco a quanto ammontano i depositi

 

Coinbase, uno dei maggiori exchange dove comprare Bitcoin e criptovalute al mondo, ha dichiarato che parte dell’attivo aziendale, per milioni di dollari è depositato sulla banca che di recente è stata chiusa per intervento del Tesoro USA, la Signature Bank.

La notizia è stata diffusa in un commento a un post su Twitter del 13 marzo, in cui Coinbase rivela di avere circa 240 milioni di dollari depositati presso la banca, stando alla reportistica del 10 marzo.

Coinbase ha però precisato nel post che:

“Come dichiarato dalla FDIC, ci aspettiamo di recuperare completamente questi fondi”.

Le autorità di vigilanza hanno predisposto la chiusura della banca Signature con sede a New York ieri 12 marzo. La notizia è arrivata appena due giorni dopo la decisione di chiudere la Silicon Valley Bank per via di un calo miliardario del livello dei depositi della banca.

La Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) ha commissariato Signature. Stando ai rendiconti di fine 2022, la banca contava su un attivo di 110,36 miliardi di dollari e depositi per 88,59 dollari, come si evince dai dati del Dipartimento dei Servizi Finanziari dello Stato. La notizia della decisione dell’ente governativo newyorkese è stata riportata dall’agenzia stampa internazionale Reuters.

Coinbase ha dichiarato:

“Tutti i depositi dei clienti presso le banche continuano a essere protetti dall’accordo di garanzia della FDIC. Dato che la FDIC ha bloccato le transazioni di Signature, al momento stiamo reindirizzando le transazioni in contanti dei clienti verso altri partner bancari.”

La dirigenza dell’exchange non ha rivelato chi siano questi “altri” partner.

Il crollo di Signature rappresenta il terzo maggiore fallimento bancario nella storia degli Stati Uniti. Al secondo posto si posiziona la chiusura disposta ieri, domenica, di Silicon Valley Bank, mentre la maggiore in assoluto rimane la Washington Mutual, crollata durante la crisi finanziaria del 2008.

Il 12 marzo SVB ha chiuso in risposta alla disposizione congiunta del Segretario al Tesoro Janet Yellen, del Presidente del Consiglio della Federal Reserve (Fed) Jerome Powell e del Presidente della FDIC Martin Gruenberg.

Capitola un’altra importante banca pro-crypto

Nel comunicato ufficiale si legge che la FDIC ha ricevuto l’approvazione per “completare la liquidazione di Silicon Valley Bank, con sede a Santa Clara, California, in modo da proteggere pienamente tutti i depositanti”. I correntisti potranno accedere a “tutti i loro soldi a partire da lunedì 13 marzo”, con questo rassicurando i cittadini riguardo all’eventualità di ripercussioni sui contribuenti.

Inoltre:

“Annunciamo una procedura analoga per scongiurare il rischio sistemico inerente la Signature Bank di New York, New York, chiusa oggi come ha disposto l’autorità statale competente. Tutti i depositanti di questo istituto saranno risarciti [e] nessuna perdita sarà sostenuta dai contribuenti”.

Nel comunicato si legge inoltre che gli azionisti e “alcuni titolari di debiti non garantiti” non sarebbero stati in posizione di privilegio. I dirigenti della banca sono stati rimossi.

L’effetto domino di FTX

Saranno predisposti dei finanziamenti da parte di altri istituti di credito per soddisfare le necessità di recupero dei fondi da parte di tutti i correntisti.

In pratica, il Tesoro, secondo quanto ribadito da un alto funzionario, sta facendo in modo di ridurre gli effetti a catena provocati dalla corsa agli sportelli.

A fine gennaio, Signature Bank aveva già iniziato a limitare la propria esposizione al settore crypto. In concreto, aveva posto un limite alle transazioni in crypto di almeno 100.000 dollari. Mossa che aveva indotto uno tra i suoi principali clienti, Binance, a cercare altrove altri partner con cui collaborare.

Lo scorso dicembre la banca aveva rinunciato a circa 10 miliardi di dollari di depositi dei propri clienti inerenti al settore delle criptovalute.

Signature aveva preso la decisione dopo il crac di FTX avvenuto a novembre. Allora FDIC, Fed e Office of the Comptroller of the Currency (OCC) avevano messo in guardia gli operatori del circuito bancario sui rischi del settore crypto.

Insieme a Silvergate, Signature Bank era una delle maggiori banche pro-cripto degli Stati Uniti.

Le rassicurazioni di Coinbase

Nel frattempo, Coinbase ha ribadito:

“Nonostante le turbolenze che abbiamo visto di recente nel settore bancario tradizionale, Coinbase continua a operare come sempre. Su Coinbase tutti i fondi dei clienti continuano a essere sicuri e accessibili, comprese le conversioni in USDC che riprenderanno lunedì”.

L’11 marzo, l’exchange ha dichiarato di aver “temporaneamente sospeso” le conversioni USDC/USD durante il fine settimana, quando le banche sono chiuse.

L’exchange ha spiegato questa mossa affermando che durante i periodi di maggiore attività “le conversioni avvengono con trasferimenti di USD dalle banche durante i normali orari bancari”, aggiungendo che i beni dei clienti rimangono al sicuro e disponibili per gli invii on-chain.

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