Basta una Nintendo Switch per minare le crypto?

Laura Di Maria
| 4 min read

Si può fare mining di Bitcoin con la console? La risposta è chiaramente no. Ma il mining di crypto non si limita solo a Bitcoin, anche altri token affidano la convalida dei blocchi all’algoritmo di Proof of Work (PoW).

Tra questi c’è Monero (XMR) la cui community si distingue per l’intraprendenza e la volontà di sperimentazione. Si sa che il panorama crypto ben si presta a testare innovazioni tecnologiche.

Di recente un anonimo miner che partecipa al canale subreddit r/MoneroMining ha condiviso le sue ultime prodezze con una Nintendo Switch.

Nel pieno rispetto delle regole del DIY, l’anonimo utente ha condiviso le foto a testimonianza di quanto sostenuto. Il miner ha postato le foto della sua console Nintendo del 2017 sulla quale gira l’interfaccia del mining di Monero. Stando a quanto si vede nella foto, la Nintendo Switch sembra produrre 230 hash al secondo.

Nintendo Switch console mining Monero (XMR). Source: r/MoneroMining

Questa prodezza è stata possibile grazie all’algoritmo di mining di Monero. Infatti la caratteristica principale di RandomX, l’algoritmo di nuova generazione dopo CryptoNight, è di escludere il mining effettuato con gli ASIC, cioè i sofisticati e costosi circuiti integrati ormai inaccessibili ai piccoli investitori e impiegati per lo più per il mining di BTC.

Di conseguenza, l’algoritmo di Monero rende possibile operare con dispositivi più economici, e improbabili, come le console di gioco o semplici CPU. Basta la minima capacità di calcolo di questi device per tentare di sciogliere l’enigma e minare un nuovo blocco, oltre a riscattare i premi e mantenere alto il livello della sicurezza di rete.

Vale la pena usare la Nintendo Switch per minare Monero?


Conviene usare la Nintendo per il mining? La risposta, chiaramente, è no.

Il calcolo lo ha fatto la testata specializzata in crypto e finanza Finbold che, usando il calcolatore MinerStat, ha simulato questo scenario.

Mettiamo che la Switch permetta di raggiungere una potenza di 230 hash al secondo (H/s), per estrarre 1 XMR ci vorrebbero 770 mesi, oltre 64 anni. Se si stima un consumo energetico di 6 watt, al prezzo ipotetico di 0,1$/kWh, senza variazioni nel tempo, si spenderebbero 331$. A cui aggiungere la commissione dell’1% al pool del mining.

In questo momento 1 XMR è scambiato a 166$ e non c’è alcuna garanzia sulla valutazione del token nei prossimi decenni. Insomma, decisamente non è un buon affare minare usando la Switch.

Monero mining calculator. Fonte: MinerStat

Un altro anonimo su X, ex Twitter, ha fatto un altro esperimento. Stavolta l’utente Untraceable ha usato la console di uno dei concorrenti di Nintendo, la Steam Deck ottenendo una potenza di 700 H/s. Ma nemmeno in questo caso si può sperare di ottenere un guadagno, dato che il suo consumo è stimato tra 15-22 watt l’ora.

Dunque, cosa spinge i miner a inventare questi strani sistemi per minare XMR, visto che di profitti non se ne vede neanche l’ombra?

Pare che questo sia il metodo usato per aggirare le limitazioni in alcuni paesi molto rigidi in materia crypto. Infatti, Monero è nota per essere la crypto della privacy, rendendo del tutto anonime e non tracciabili le transazioni sulla blockchain.

Quindi, lì dove le norme vietano agli exchange di quotare il token, i miner preferiscono pagare la bolletta della luce e racimolare XMR con lo stratagemma del mining. Da qui il vezzo di scoprire quali dispositivi si prestino meglio all’operazione.

Ci sono modi più efficienti per minare crypto


Minare le crypto è stato un duro lavoro da nerd per molti anni, fino a quando non è diventato esclusiva di pochi attori. Nel caso di Bitcoin è diventato di fatto un duopolio, oltre il 50% del mining è eseguito dai primi due operatori del mercato, Foundry USA e AntPool.

Bitcoin Minetrix

Un nuovo progetto di cloud mining si sta imponendo all’attenzione degli investitori con la sua innovativa proposta dello stake-to-mine. Si tratta di Bitcoin Minetrix (BTCMTX), una piattaforma che tokenizza i crediti sul mining di Bitcoin che ha raccolto più di 4,5 milioni di dollari durante la prevendita in corso.

Si tratta di una piattaforma stake-to-mine, cioè Bitcoin Minetrix consente di minare veri Bitcoin (BTC) mettendo in staking il token nativo BTCMTX.

Con lo staking si ottengono in cambio crediti di mining tokenizzati, che si possono poi convertire in hash power per minare Bitcoin.

Quindi, si affida alla piattaforma il compito di effettuare le complesse operazioni di mining ma chi mette in staking un numero sufficiente di BTCMTX in cambio guadagna BTC.

Inoltre, lo staking permette di ottenere nuovi BTCMTX rendendo Bitcoin Minetrix una piattaforma molto redditizia.

Sarà quindi facile da usare e alla portata dei piccoli investitori che potranno accedere al settore del mining di Bitcoin ma con poche o nulle barriere all’ingresso.

Bitcoin Minetrix si prepara a stravolgere il settore del mining di Bitcoin, quindi c’è grande interesse per la prevendita a cui si può accedere visitando il sito ufficiale di Bitcoin Minetrix.

1 BTCMTX costa 0,1190$ e può essere acquistato in cambio di USDT, ETH, BNB o valuta fiat.

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