Binance insolvente? Il mancato rimborso a un cliente scatena il panico

Ali B.
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Sembra che Binance e il suo CEO Changpeng Zhao, familiarmente noto come CZ, non siano intervenuti dopo che un loro cliente aveva chiesto di essere rimborsato dei soldi che credeva fossero stati rubati dal suo account. L’unica azione intrapresa da Binance, in merito alla questione, è stata quella di chiudere l’account dell’utente, che adesso ha soltanto tre giorni per effettuare richieste di prelievo.

L’utente in questione risponde al nick di CoinMambas e si tratta di un cliente Binance che scambia futures e investe in criptovalute.

In un tweet pubblicato in data odierna (9 dicembre 2022), CoinMambas dichiara che, pur avendo avuto l’acume di evitare la perdita di fondi con FTX, non è riuscito a evitare di perdere denaro con Binance.

In seguito all’accaduto si sono subito sparse voci su una possibile insolvenza da parte di Binance e questo ha scatenato il panico nei trader che hanno cominciato a temere un prossimo crollo dell’exchange e una conseguente crisi per il mercato delle criptovalute.

Cosa è realmente successo?

In realtà le cose stanno diversamente e gli allarmi circa un probabile crollo di Binance per insolvenza sono infondati. Alla base della storia, infatti, c’è una tendenza comune condivisa sia dagli utenti di FTX sia da quelli di Binance e Coinbase, e cioè l’utilizzo di piattaforme di terze parti che forniscono bot (robot) di trading massivo.

Il problema riscontrato spesso nei bot è che questi programmi espongono i clienti al rischio di truffe. CoinMambas ha fatto regolarmente uso di un bot di trading fornito dalla piattaforma 3commas, una società che offre diverse soluzioni per il trading automatizzato, inclusi i bot di trading. Per funzionare, questi bot devono essere collegati all’account di trading che il cliente ha aperto sull’exchange, in questo modo l’app può eseguire operazioni in maniera automatica e autonoma, consentendo una maggiore libertà al proprietario dell’account.

I potenziali truffatori approfittano di queste dinamiche e, fingendosi dipendenti delle aziende che forniscono i servizi, creano siti falsi che vengono costruiti in modo da avere un aspetto quasi identico a quello del sito ufficiale della società fornitrice dei bot.  Gli utenti che incappano in questi siti, se non sono in grado di riconoscere che si tratta di una falsa piattaforma, finiscono con il consegnare tutte le loro informazioni personali nelle mani dei truffatori durante la procedura di registrazione.

3commas è un’agenzia nota e collabora con diverse exchange, incluse Binance, Coinbase e, fino a prima del crollo, anche FTX.

È stato proprio il pensiero circa la recente sorte dell’exchange di Sam Bankman-Fried che ha allertato molti traders in merito alla questione, facendoli temere che la storia stia per ripetersi nuovamente con Binance.

Dal canto suo, invece, il CEO di Binance CZ ha pubblicato un tweet dove afferma che di recente la società Binance ha assistito ad almeno tre casi in cui gli utenti che condividevano le loro identità API con piattaforme di terze parti, citando in particolare Skyrex e 3commas, hanno subito l’hacking dei loro account. Per questa ragione ha chiesto a tutti gli utenti Binance di rimuovere le loro chiavi API dai bot di trading, in modo da prevenire potenziali attacchi da parte degli hacker.
 

Di recente, gli hacker che usano i bot di trading come leva per accedere agli account dei trader, hanno prosciugato l’account di un utente cinese rubando milioni in Bitcoin, Ethereum e FTT. La società 3commas, inoltre, si difende dichiarando che l’uso fraudolento dei bot è causato soprattutto dagli utenti incauti che effettuano la loro registrazione al servizio con estrema leggerezza, senza rendersi minimamente conto di essere incappati in un phishing da parte di un sito contraffatto.
 

Ritornando al caso specifico di CoinMambas, l’utente sostiene che non è stato di alcuna utilità il rivolgersi a Binance per ottenere il rimborso dei fondi persi. Da parte sua, invece, l’azienda ha proceduto alla sospensione dell’account di CoinMambas dopo che costui avrebbe “minacciato” il personale di supporto. Lo svolgersi degli eventi è stato ampiamente documentato su Twitter:


Venerdì scorso CZ, in risposta a uno dei tweet di CoinMambas, aveva dichiarato che in questi casi “non c’è modo per la società di essere sicuri che gli utenti siano stati effettivamente derubati delle loro chiavi API oppure che non siano stati loro stessi a sottrarle nel tentativo di frodare l’azienda”

Il 9 dicembre CoinMambas ha replicato al tweet di CZ dicendo che: “dopo essere stato cliente di Binance per 5 anni, avere sempre promosso l’azienda e aver pagato commissioni a 7 cifre, ora CZ si permette di accusarmi di aver rubato le mie stesse chiavi”

A questo punto si è innescata una serie di botta e risposta su Twitter dove CoinMambas accusava CZ di essere avido e quest’ultimo si difendeva appellandosi al comportamento “irragionevole” da parte di CoinMambas, e che per questa ragione stava pensando di limitare il suo account ai soli prelievi.

Circa un’ora dopo, però, CZ avrebbe chiuso del tutto l’account di CoinMambas in reazione alle minacce che quest’ultimo avrebbe diretto al personale dell’assistenza clienti. CZ sottolinea in particolar modo lo strano comportamento di CoinMambas, che invece di presentare una regolare denuncia alla polizia ha preferito lanciare minacce che l’exchange non ha intenzione di tollerare.
 

 

I traders hanno paura che Binance diventi insolvente se dovesse affrontare il rimborso

Dopo aver seguito questa storia su Twitter, molti utenti della piattaforma Binance hanno cominciato a preoccuparsi. L’utente Wolf, in particolare, ha pubblicato un tweet dove esprime il timore che Binance si stia comportando in modo simile a FTX e che stia correndo il serio rischio di fallire perché incapace di risarcire CoinMambas.
 


Per il momento non c’è ancora nulla di definitivo ovviamente, quindi non ci resta che tenere il fiato sospeso e assistere agli sviluppi di questa situazione.

Nel frattempo, però, la prevendita di Dash 2 Trade (D2T) è entrata nella fase finale

Dash 2 Trade è una piattaforma basata su Ethereum che fornisce servizi di trading intelligence, mette cioè a disposizione dei suoi utenti i tools necessari a effettuare analisi in tempo reale e ottenere dati aggiornati di social trading, in modo da migliorare la loro efficienza nel prendere le corrette decisioni di trading.

La piattaforma entrerà in funzione all’inizio del 2023 e userà il token nativo D2T per il pagamento delle quote di abbonamento mensili.

Considerate le circostanze in atto al momento, quindi, il token D2T potrebbe rappresentare un ottimo investimento alternativo.

La prevendita di Dash 2 Trade è entrata nella quarta e ultima fase, infatti ha già raccolto più di 9,5 milioni di dollari, e ha annunciato le quotazioni all’inizio del prossimo anno su Uniswap, BitMart e LBank Exchange. Il che significa che i primi investitori saranno già in grado di bloccare parte dei profitti.
 

Vai adesso alla prevendita di Dash 2 Trade
 

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