Caso Ripple vs. SEC – Aggiornamento al 25 gennaio 2024

Aniello Raul Barone
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Dopo uno stallo giudiziario durato diversi anni nella controversia che vede coinvolta la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti contro Ripple, la nota società di blockchain è riuscita a ottenere diverse vittorie importanti.

Ora la comunità delle criptovalute è in attesa della decisione finale sui risarcimenti che Ripple deve pagare per le vendite istituzionali di XRP.

Infatti, in una decisione epocale del 13 luglio 2023, il giudice Analisa Torres ha dichiarato che il token XRP non è qualificabile come titolo nelle vendite al dettaglio, ma lo è quando si tratta di vendite istituzionali.

Questa sentenza ha impegnato entrambe le parti nella ricerca di un concordato sull’importo dei danni che Ripple deve pagare.

Lancio di mozioni e repliche


In questo contesto, secondo un documento condiviso dall’avvocato difensore ed ex procuratore federale James K. Filan, l’11 gennaio la SEC ha presentato una mozione per obbligare Ripple a produrre i bilanci del periodo 2022-2023 e i contratti successivi alla denuncia che regolano le vendite istituzionali.

Dopo la richiesta di proroga fino al 19 gennaio per rispondere alla mozione della SEC, il team legale di Ripple ha presentato una risposta nella quale si oppone al termine concesso e chiede alla corte di respingere le richieste dell’agenzia governativa, sostenendo che sono intempestive e ingiustificate.

Infine, il 24 gennaio l’ente regolatore ha depositato una replica a ulteriore sostegno della sua richiesta di risarcimento, presentando al giudice Sarah Netburn una contro-argomentazione secondo la quale la sua richiesta non era intempestiva, in quanto “le parti avevano da tempo previsto una scoperta relativa ai rimedi” e le sue richieste erano giustificate:

Opp. a 1, i tribunali considerano abitualmente i fatti successivi alla denuncia quando definiscono i rimedi per le violazioni delle leggi sui titoli, senza la necessità di un “procedimento completo” per stabilire se tale “condotta abbia violato la legge”.

Nel frattempo, il prezzo del token XRP, al centro della causa, al momento della stesura dell’articolo si è attestato a 0,5147 dollari, registrando un aumento dello 0,98% nelle ultime 24 ore, in quanto la criptovaluta si è mossa per invertire la perdita del 10,03% dei sette giorni precedenti e il calo del 17,47% accumulato sul suo grafico mensile.

Meme Kombat ha superato i 7,3 milioni di dollari


Nel frattempo, un’altra arena di lotta sta prendendo corpo nel settore delle criptovalute.

Si tratta del progetto Meme Kombat (MK): una piattaforma di gioco Play-to-Earn e Stake-to-Earn incentrata su battaglie combattute in un ambiente virtuale: la Meme Kombat Arena.

In questo scenario si scontreranno i personaggi simbolo delle principali memecoin; le battaglie saranno gestite in modo equo e sicuro dall’Intelligenza Artificiale, gli utenti potranno scommettere sull’esito delle battaglie puntando i token MK sui loro personaggi preferiti e guadagnare premi in caso di vincita.

Lo staking dei token MK offre una ulteriore opportunità di guadagno con il reddito passivo generato dall’APY, inoltre incentiva l’impegno a lungo termine sulla piattaforma di gioco.

Mentre la comunità delle memecoin attende con impazienza il suo lancio completo, la prevendita di Meme Kombat offre un’opportunità d’oro per gli investitori.

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