Ci si può innamorare di un’intelligenza artificiale? I rischi sono molti

Marcello Bonti
| 3 min read

Il professore di filosofia ed etica Robert Sparrow esprime dubbi e preoccupazioni relativi al nuovissimo fenomeno dell’infatuazione verso i chatbot.

L’intelligenza artificiale a cui i chatbot rispondono è programmata per generare risposte specifiche e determinate reazioni da parte degli utenti. Questo tipo di sollecitazioni può rappresentare un pericolo se sfruttato a fini commerciali e potrebbe rappresentare una grave fonte di manipolazione.

Ci si può innamorare di un robot?


Non sappiamo, ancora, se gli androidi sognino pecore elettriche. Sappiamo però, da tempo, che l’idea di innamorarsi di un chatbot non è così remota.

Da oltre vent’anni il professor Sparrow, filosofo specializzato nel campo dell’etica dell’IA, studia le implicazioni nella vita degli esseri umani delle intelligenze artificiali.

Il nodo della questione, ricorda Sparrow, non è se l’uomo possa o meno innamorarsi di un’intelligenza artificiale. Il punto è tenere a mente che queste entità artificiali non sono sensienti.

Per quanto sofisticate possano apparire, non possiedono vere emozioni, opinioni o una propria coscienza.

Rispetto agli esseri umani, i chatbot ci sono sempre, sono disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Non giudicano o discutono le scelte altrui, ma mirano piuttosto a soddisfare e creare una connessione irreale. Ma lo fanno perché sono programmati per questo, non perché nutrono particolare sentimenti verso gli utenti.

Quali rischi si corrono rinunciando alla socialità


Il professor Sparrow solleva dubbi riguardo l’utilizzo a fini commerciali delle intelligenze artificiali. Evidenzia, per esempio, il forte conflitto che si crea tra il chatbot che tende a creare una relazione con l’interlocutore per poi spingerlo a fare acquisti in-app. In ballo ci sono le debolezze e le vulnerabilità delle persone, quelle vere, specie quando la leva commerciale è la loro solitudine.

Per quanto possano simulare la relazione tra esseri umani, le dinamiche con i chatbot non possono essere equiparate a quelle tra individui sensienti.

Il professore mette in guardia dall’utilizzo dei chatbot per alleviare il senso di solitudine. Lo aveva fatto già con altre ricerche in passato, criticando la scelta delle strutture sanitarie, specie in Giappone, di proporre ai degenti cuccioli robot per facilitare il recupero.

Esiste una profonda differenza tra solitudine e isolamento sociale. Dove la prima è una percezione soggettiva, mentre la seconda descrive uno status oggettivo. Anche se i chatbot possono per un breve periodo alleviare i sentimenti di solitudine, non possono offrire soluzioni efficaci all’isolamento sociale. Finendo, paradossalmente per aggravarlo.

L’assenza di contatto umano e di tatto può avere effetti dannosi sulla salute mentale e fisica delle persone, di fatto abbattendo la qualità della vita.

Quando l’intelligenza artificiale può essere davvero utile


L’intelligenza artificiale non può sostituire le relazioni, ma ciò non toglie che possa rivelarsi altamente preziosa per semplificare la vita in modi prima inimmaginabili.

L’intelligenza Artificiale è ormai un prezioso alleato nel settore crypto e viene utilizzata da diversi progetti. Uno di questi è yPredict, che si avvale dell’AI per fornire un insieme completo di strumenti per il trading, oltre che previsioni accurate.

Il progetto sta vivendo la sua settima fase di prevendita, ma sta già riscuotendo molto interesse dagli analisti.

La piattaforma ha finora raccolto 4,426 milioni di dollari e mancano meno di 200.000 dollari per raggiungere il suo prossimo traguardo di vendita, mentre corre per il suo obiettivo finale di 6,5 milioni di dollari.

Prevendita di yPredict


Il progetto mette in vendita un totale di 100 milioni di token YPRED, di cui 80 milioni sono destinati alla fase di prevendita.

Quando la presale di yPredict entrerà nell’ottava fase, verranno venduti 17,5 milioni di token, ovvero il 21,875% dell’offerta totale, e saranno disponibili al prezzo di 0,11  dollari.

Inoltre secondo i dati della piattaforma gli holder del token potrebbero godere di un potenziale rendimento percentuale annuo (APY) fino al 45% a ogni trimestre.

In aggiunta, yPredict ha implementato un sistema di ricompense per lo staking per motivare ulteriormente i titolari del token.

La piattaforma destinerà il 10% delle entrate provenienti dagli abbonamenti a un pool di staking, da cui verranno distribuite le ricompense agli holder del token YPRED.

Le criptovalute sono altamente volatili e non regolamentate. Nessuna tutela del consumatore. Potrebbe essere applicata una tassa sugli utili.

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