Crypto responsabili della crisi finanziaria – I timori del Governatore indiano

Sead Fadilpašić
| 3 min read
Shaktikanta Das.Fonte: screenshot video, Reserve Bank of India / YouTube

Il governatore della Reserve Bank of India (RBI), la banca centrale indiana, Shaktikanta Das, ritiene che le crypto non vadano regolamentate, dovrebbero invece essere tutte vietate dato che porteranno alla prossima crisi finanziaria.

Il governatore è intervenuto durante il meeting di mercoledì, Business Standard BFSI Insight Summit, e ha risposto a domande sulla guerra alle crypto condotta in India, ha risposto a delle domande dicendo “non c’è nessuna guerra o niente di tutto questo”.

Dato che i vari paesi hanno punti di vista diversi su come trattare le crypto, ha dichiarato:

“Andrebbero vietate perché se le si lasciasse crescere, e fossero regolamentate consentendone così lo sviluppo, tenete a mente le mie parole, la prossima crisi finanziaria arriverà dalle criptovalute private.”

Ha poi rivelato la posizione della banca centrale nei confronti delle criptovalute “private”, cioè non emesse da governi o banche. Secondo il governatore indiano sono un “enorme” potenziale rischio nei confronti della microeconomia e della stabilità finanziaria. 

Das ha spiegato che gli eventi registrati in questi anni nel settore crypto, in particolare quello che è successo all’exchange FTX, provano quanto sostiene la banca. Il governatore ha poi aggiunto: “Io non credo che ci sia bisogno di dire molto di più su questa nostra posizione”.

Riferendosi alla condizione attuale di profonda crisi che ha caratterizzato quest’anno, ha poi commentato: “Credo che il tempo abbia dato prova che le criptovalute valgano quanto sono quotate oggi”.

Tre punti fermi contro la regolamentazione delle criptovalute

Si fa un gran parlare della necessità di regolamentare le crypto, ha poi aggiunto Das il quale ha spiegato anche che bisognerebbe anche capire come andrebbero regolate di preciso.

A questo proposito, ha elencato tre punti a sfavore delle crypto e i tentativi di regolamentarle:

  1. l’origine delle criptovalute si basa sull’idea di aggirare e battere “il sistema”;
  2. “al contrario di altri asset” queste “non si basano sul valore in nessun caso” e non hanno argomenti credibili su quale scopo vogliano perseguire;
  3. Il termine “criptovaluta privata è un modo elegante di definire quello che di fatto è un’attività speculativa al 100%”.

Il futuro è del denaro digitale, non delle crypto

L’India è una tra i numerosi Paesi che lavorano alla valuta digitale della banca centrale (CBDC). 

Das ha parlato del percorso intrapreso dall’India verso la rupia digitale, dicendo che alcune banche centrali hanno già iniziato a testare i progetti pilota, ma nei prossimi giorni “sempre più banche centrali adotteranno le valute digitali”.

Secondo il governatore, l’India è stata in prima linea nella rivoluzione digitale di questo secolo, aggiungendo che:

“Non si tratta di paura di essere tagliati fuori o […] di contrapporre un avversario alle criptovalute private. Credo si tratti di come il mondo si stia evolvendo, e cioè come il mondo digitale ridisegnerà la scena nei giorni e gli anni a venire, per questo dobbiamo tenerci pronti.”

Come abbiamo scritto, la Banca Centrale ha annunciato che l’India è pronta al primo test della propria valuta digitale per il commercio al dettaglio già dal 1 dicembre. Sono state quattro le banche locali State Bank of India, ICICI Bank, Yes Bank e IDFC, a partecipare alla fase iniziale del test in quattro località: Mumbai, New Delhi, Bengaluru e Bhubaneswar. Bank of Baroda, Union Bank of India, HDFC Bank e Kotak Mahindra Bank si uniranno in seguito.

Una settimana dopo il lancio del test, durante la conferenza stampa della RBI sulla politica monetaria, il 7 dicembre, Das ha dichiarato:

“L’esperienza del test sulla CBDC per il commercio all’ingrosso è stato molto soddisfacente. […] La tecnologia ha funzionato bene. Il processo ha funzionato bene e i partecipanti al mercato insieme ad altri sono stati molto contenti di poter fare a meno delle garanzie collaterali […]. Quindi, il riscontro ottenuto dopo il primo test sulla CBDC per il commercio all’ingrosso è stato molto soddisfacente, ma abbiamo alcune lezioni da imparare e siamo al lavoro per farlo.”

Puoi vedere l’intera intervista qui:

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