Crypto vietate in Kuwait: Stop a investimenti, trading e mining

Marcello Bonti
| 2 min read

Il Kuwait si prepara a mettere al bando le crypto per cercare di arginare i possibili rischi legati al riciclaggio di denaro e al finanziamento di attività di terrorismo.

Lo hanno fatto sapere le principali autorità finanziarie locali che hanno emesso congiuntamente delle circolari che definiscono nuove linee guida sul tema degli asset digitali e le loro transazioni.

Una posizione ferma per arginare il fenomeno crypto


Le autorità di vigilanza del Kuwait, tra cui la Banca Centrale del Kuwait, l’Autorità per i Mercati dei Capitali, il Ministero del Commercio e dell’Industria e l’Unità di Regolamentazione delle Assicurazioni, hanno emesso congiuntamente delle circolari per affrontare l’uso e il riconoscimento degli asset virtuali all’interno del Paese.

Le circolari, riportate dal quotidiano Al-Jarida seguono le indicazioni riportate nelle linee guida del Financial Action Task Force (FATF), al punto 15, in materia di lotta al riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo.

È fatto assoluto divieto di uso di beni virtuali come strumento o mezzo di pagamento e sono proibite tutte le transazioni in crypto. Quindi il divieto vale anche per le operazioni di investimento e trading di asset digitali mentre non sono interessati i titoli e gli altri strumenti finanziari regolamentati dalla Banca Centrale del Kuwait e dalla Capital Markets Authority (CMA).

Divieto di mining


Le criptovalute sono escluse da pagamenti o investimenti e inoltre la Capital Markets Authority del Kuwait ha imposto il divieto “assoluto” su tutto il mining di asset digitali.

Allo scopo di proteggere i cittadini, l’ente di vigilanza ha emesso un avviso nei riguardi delle società che forniscono qualsiasi forma di servizio legato alle criptovalute. Non potranno più essere emesse licenze per autorizzare le imprese a operare nel settore degli asset virtuali.

L’agenzia ha inoltre vietato il riconoscimento delle criptovalute come monete decentralizzate.

La decisione che segue le raccomandazioni dell’autorità internazionale, è stata presa in seguito a uno studio di settore condotto dal Comitato nazionale per la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.

In precedenza, il Comitato nazionale per la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo ha condotto uno studio approfondito sul settore degli asset digitali.

La popolazione è stata quindi informata dei rischi legati agli investimenti in asset altamente volatili come quelli digitali. Chi contravverrà alle nuove norme sarà soggetto a sanzioni dal momento che gli asset digitali non sono riconosciuti legalmente.

Si legge nel comunicato:

“L’iniziativa richiede anche che i clienti siano sempre consapevoli dei rischi che possono derivare dalla negoziazione di asset virtuali (che avvengono attraverso transazioni effettuate al di fuori dello Stato del Kuwait all’insaputa dei clienti), in particolare le valute criptate, perché non hanno uno status legale e non sono emesse o supportate.”

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