Ecco perché CZ di Binance ha pugnalato alle spalle SBF di FTX

Da sinistra, CZ, Ceo di Binance e SBF, Ceo di FTX
Da sinistra verso destra, CZ, Ceo di Binance e SBF, Ceo di FTX

Non accenna a diminuire la polemica scoppiata ieri tra Binance e FTX, e riportata anche dal Sole 24ore, dopo che Coindesk ha pubblicato alcuni documenti che mettevano in dubbio la capacità di solvenza di Alameda, società di proprietà del patron di FTX, Sam Bankman Fried (SBF).

Come è noto, a rincarare la dose ci ha pensato Changpeng Zhao (CZ) di Binance, che dichiarato di volersi liberare dei propri FTX. Un intervento abbastanza scomposto, quello di CZ, e per di più perpetrato in un momento molto delicato per FTX. Non a caso, dopo la tenuta di ieri intorno ai 22 dollari, oggi FTT segna un disastroso -20% e sfiora pericolosamente i 18 dollari. 

Ma FTX è davvero insolvente?

Noi non lo sappiamo e nessuno può saperlo. Certo, sul web potete leggere le dichiarazioni raccolte anche dalla stampa italiana al riguardo, ma si tratta di risposte date dagli organi di FTX, che in questo momento non possono far altro che rassicurare.

Si fa presto a dire: tutto a posto, ci hanno detto che va tutto bene! La verità è che nel dubbio gli investitori vendono. Del resto quello che è successo a LUNA, anche se sono due casi completamente differenti, è ancora una ferita aperta.

Alameda e FTX sono la stessa cosa?

No. Sono due società differenti con modelli di business differenti. Alameda è un gruppo specializzato in investimenti, FTX è un Exchange crypto. Il problema è che entrambe appartengono a SBF.

Ad oggi, i documenti che sono circolati riguardano Alameda e non FTX ma è chiaro che il dubbio rimane. 

Anche perché l'unico modo di fugare ogni dubbio sarebbe stato quello di pubblicare altri documenti in nome della trasparenza, ma ancora non si è visto nulla. 

Perché CZ ha pugnalato SBF?

L'intervento di CZ di ieri, con la sua intempestiva (o molto tempestiva, dipende dai punti di vista) dichiarazione di volersi sbarazzare di FTX, ci aveva in effetti colti di sorpresa. 

Approfittare di una situazione di debolezza, per di più generata da indiscrezioni, ci era sembrata una mossa un po' meschina anche da parte di concorrente diretto. Senza contare che il tono dei tweet cercava di essere esattamente l'opposto, sottolineando come dovrebbe esserci collaborazione tra le parti e via discorrendo. 

In realtà l'attacco di CZ nascondeva qualcos'altro. Non era una semplice guerra di business.

A guidare la rabbia di CZ sono infatti le attività politiche di SBF che ha elargito generose donazioni per le elezioni americane mid-term. L'accusa, nemmeno troppo velata come si legge in un tweet, è che SBF stia tramando per fare lobbyng, cercando di accumulare vantaggi politici nei confronti dei concorrenti. 

Insomma un sassolino che CZ aveva nella scarpa è del quale ha voluto liberarsi alla prima occasione. Come quella di ieri...

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