Elon Musk ha negato di aver parlato con Donald Trump di criptovalute

Aniello Raul Barone
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Musk nega di aver parlato con Trump

Il fondatore di Tesla e SpaceX, Elon Musk, ha negato di aver discusso di politica criptovalutaria con il candidato alla presidenza Donald Trump.

Il commento di Musk arriva dopo che Bloomberg ha riportato, nella giornata di giovedì 30 maggio, che i due avrebbero avuto colloqui relativi alle criptovalute, dato che Trump mette in evidenza Bitcoin e altri asset digitali durante la sua campagna elettorale per fare appello a una base di elettori più ampia.

In un post pubblicato su X, Elon Musk ha dichiarato:

“Sono abbastanza sicuro di non aver mai discusso di criptovalute con Trump, anche se in generale sono favorevole alle cose che spostano il potere dal governo alla gente, cosa che la criptovaluta può fare”.

Negli ultimi mesi Trump ha corteggiato attivamente l’industria delle criptovalute con una serie di iniziative a favore di queste ultime. La scorsa settimana si è impegnato a sostenere le società crypto, affermando di essere “molto positivo e di mentalità aperta”.

Inoltre, si è impegnato a commutare la pena di Ross Ulbricht, il fondatore condannato di Silk Road, il mercato online noto per la vendita illegale di droghe e strumenti di hacking i cui pagamenti erano basati sulle valute virtuali.

A ulteriore conferma della sua posizione, la sua campagna elettorale sta accettando donazioni in criptovalute.

All’inizio del mese, Trump ha dichiarato che, in caso di rielezione, avrebbe posto fine all’ostilità verso l’industria delle criptovalute negli Stati Uniti, dicendo che:

“Beh, la smetteremo perché io non voglio questo. Se vogliamo abbracciarle, dobbiamo lasciarle fare”.

Come le azioni di Elon Musk influenzano il mercato delle criptovalute


È ben noto che Elon Musk non ha lesinato di usare la sua influenza per smuovere il mercato delle criptovalute provocando un’impennata dei prezzi attraverso una combinazione di metodi.

In primo luogo, i suoi post sui social media hanno creato una frenesia intorno a Dogecoin. In secondo luogo, ha portato il suo sostegno alle memecoin sulla televisione nazionale con un’apparizione al Saturday Night Live in cui ha discusso di criptovalute.

Ma la sua tattica più giocosa potrebbe essere stata un breve cambiamento su X (Twitter) stesso nell’aprile 2023. Per un breve periodo, il pulsante home dell’app è stato sostituito dall’immagine di uno Shiba Inu, la stessa razza di cane che fa da mascotte a Dogecoin.

L’appoggio di Musk potrebbe rafforzare la credibilità di Trump nel settore delle criptovalute


Il CEO del fornitore di nodi di infrastrutture blockchain decentralizzate Gateway.fm, Cuautemoc Weber, ha osservato che, sebbene Musk abbia smentito le accuse di aver discusso di politica crittografica con Trump, il CEO di Tesla sarebbe senza dubbio un alleato prezioso per l’ex presidente degli Stati Uniti.

Questo riconoscimento deriva dalla consapevolezza che la criptovaluta è diventata un importante interesse elettorale. Weber ha dichiarato a Cryptonews:

“Il recente sostegno pubblico di Trump a Bitcoin e alle criptovalute rappresenta un significativo allontanamento dalle tradizionali politiche monetarie presidenziali, che si allineerebbe con la mentalità ‘anti-establishment’ di Musk”.

Ha inoltre dichiarato che Trump riconosce la potenziale importanza di questo tema per assicurarsi la rielezione. La collaborazione con Musk potrebbe aumentare l’appeal di Trump nei confronti degli elettori esperti di tecnologia, facendo leva sull’influenza di Musk per raccogliere consensi. Weber ha affermato che:

“Allinearsi con una figura di spicco del settore come Musk potrebbe conferire credibilità alle potenziali normative e politiche di Trump sulle criptovalute. Questo binomio potrebbe avere una certa risonanza tra gli appassionati di criptovalute, in particolare nel contesto dell’interruzione del sistema finanziario tradizionale”.

Ma il futuro di Trump è diventato incerto


Nel frattempo, il noto tycoon è diventato il primo ex presidente degli Stati Uniti a subire una condanna penale: Donald Trump è stato giudicato colpevole di 34 reati di falsificazione di documenti aziendali, inclusi quelli relativi al pagamento di 130.000 dollari alla nota pornostar Stormy Daniels, venuto alla luce dopo lo scandalo emerso prima delle elezioni presidenziali del 2016.

Il giudice incaricato del caso, Juan M. Merchan, ha programmato la sentenza per l’11 luglio e ha affermato che questa potrebbe includere fino a 4 anni di carcere per ognuno dei reati commessi. Tuttavia, data la mancanza di precedenti penali di Trump, il suo status e l’esemplare comportamento che ha tenuto durante il processo, gli esiti possibili della sentenza includono anche gli arresti domiciliari e la libertà vigilata.

Le conseguenze per Donald Trump non sono ancora chiare


Intanto, in attesa delle dichiarazioni che Donald Trump rilascerà nella conferenza stampa indetta per oggi alla Trump Tower, alle 17:00 ora italiana, fioriscono le speculazioni e tutti si chiedono che impatto avrà la sentenza sulle elezioni presidenziali di novembre.

La Costituzione degli Stati Uniti, di fatto, non pone alcuna barriera legale in grado di impedire a Trump di candidarsi nuovamente alla presidenza, ma l’attuale scenario pone comunque delle sfide, soprattutto etiche vista l’eventuale possibilità che Trump finisca a governare il Paese dal carcere.

Inoltre, Donald Trump è iscritto nella lista elettorale dello Stato della Florida, dove la legge impone ai criminali di scontare l’intera pena (inclusa la libertà vigilata) prima di acquisire nuovamente il diritto al voto. Questo, però, impedirebbe soltanto a Trump di votare per sé stesso, ma non escluderebbe del tutto la possibilità, nel caso di una sua vittoria, di ricoprire la carica di presidente.

L’unica cosa certa, al momento, è che Trump ricorrerà in appello. Infatti Todd Blanche, il legale a capo del team difensivo del tycoon, ha dichiarato che la giuria avrebbe dovuto giudicare Trump innocente perché “quei documenti non provano la sua colpevolezza”.

Le implicazioni a lungo termine


La condanna di Trump ha dato un dato un forte scossone al quadro politico statunitense, ma il vero impatto della sentenza si potrà vedere soltanto nel corso dei prossimi mesi, anche per quanto concerne un potenziale impatto sul settore delle criptovalute. Per ora, l’effetto principale che ha avuto è stato quello di ampliare ulteriormente la divisione tra l’elettorato americano.

Come accennato in precedenza, infatti, la possibilità che la presidenza degli Stati Uniti sia gestita da una persona condannata (ed eventualmente incarcerata) pone dei dubbi senza precedenti circa l’efficacia e la legittimità dell’ufficio presidenziale.

Nel frattempo, nelle ultime ore le donazioni effettuate dai sostenitori di Trump sono aumentate a un punto tale da sovraccaricare e mandare in tilt il sito Winred, utilizzato per raccogliere fondi per la sua campagna, il che conferma ulteriormente che lo scenario di un prossimo presidente USA condannato diventa sempre meno ipotetico.

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