I venti di guerra spingono il mercato crypto in rosso – Il punto della situazione!

Christian Boscolo
| 2 min read

Chi si aspettava un mese d’oro per le crypto grazie al mese di ottobre, soprannominato “uptober perché statisticamente favorevole agli asset digitali, ne rimarrà deluso.

Eppure il segno rosso di oggi non è da attribuire ai soliti problemi del mercato, legati in gran parte alle normative in USA e alla pressione della SEC, ma alla guerra scoppiata in queste ultime ore nella Striscia di Gaza al confine con Israele.

Si teme un’escalation che potrebbe portare a una seconda guerra permanente che andrebbe ad aggiungersi al conflitto tra Russia e Ucraina.

La situazione politica è incerta come il mercato crypto


Con una soluzione che potrebbe esplodere nelle ultime ore difficilmente vedremo il segno verde oggi sul mercato crypto.

L’attacco di Hamas arriva in un momento così delicato che è difficile pensare a una coincidenza.

Gli USA, storici sostenitori di Israele, sono ora costretti a sdoppiarsi su due fronti, in un momento difficile per l’economia statunitense.

Del resto non è un segreto che Hamas sia finanziato principalmente dall’Iran e dal Qatar, e che l’Iran sia collegato a stretto filo con la Russia cui fornisce i letali droni kamikaze.

Un’escalation in medio oriente non piace tra l’altro nemmeno alla Cina che la momento deve fronteggiare la crisi economica scatenata dal colosso Evergrande.

Difficile prevedere cosa succederà. Al momento le mediazioni sono nelle mani degli stati arabi, Egitto in primis, per cercare di evitare guai peggiori.

Le criptovalute attendono segnali


Il mercato crypto ha reagito con un segno negativo che precede quasi tutte le crypto nelle ultime 24ore e nell’ultima ora.

Per il momento la flessione è minima, circa 1 o 2 punti percentuali, mentre la settimana appena trascorsa registra una flessione media di 4-5 punti percentuali.

Monero, Avalanche e Render sono le uniche crypto in controtendenza con l’andamento settimanale.

Bitcoin perde invece solo l’1,1% nella settimana e un -0,27% nel giornaliero. La valuta di Satoshi Nakamoto sembra essere in una fase di stallo, in attesa di capire l’evoluzione della crisi.

Bitcoin: frenato dagli eventi


Questa ennesima crisi internazionale arriva nel momenti peggiore per Bitcoin, che si preparava a spiccare il volo sulle ali dell’approvazione degli ETF Spot.

Come abbiamo più volte sottolineato, l’approvazione di questo tipo di ETF rappresenterebbe una svolta epocale.

A differenza degli ETF Futures che sono in realtà una scommessa sul futuro prezzo di BTC, gli ETF Spot sono ancorati al valore di BTC ed è in pratica come detenere Bitcoin.

L’ETF Spot di Bitcoin permetterebbe quindi l’acquisto di BTC tramite banche e società di investimento, traghettando di fatto Bitcoin nella finanza tradizionale.

La richiesta di ETF andrebbe poi a generare domanda di BTC, favorendone l’aumento di prezzo.

Insomma, uno scenario ultra favorevole che adesso deve fare i conti con una nuova crisi internazionale. Peccato!

 

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