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Il Brasile avanza a grandi passi verso l’adozione di massa delle crypto

Fonte: Adobe / simonmayer

Il Presidente del Brasile Jair Bolsonaro ha firmato una legge che legalizza bitcoin (BTC) e altre criptovalute e le autorizza come forma di pagamento nel Paese. La legge, già approvata dal Congresso, è stata firmata dal presidente mercoledì e pubblicata giovedì.

Si legge:

“Ai fini della presente legge, una rappresentazione digitale di valore che può essere scambiata o trasferita tramite strumenti elettronici e usata per effettuare pagamenti o a scopo d’investimento è da intendersi come asset virtuale.”

Quindi non riguarda valute nazionali e straniere, valute elettroniche, strumenti che offrono certi benefici e servizi (come punti e premi legati ai programmi fedeltà) e titoli o asset finanziari.

I provider di asset virtuali (VASP) sono definiti in quanto entità che eseguono, per conto terzi, almeno uno di questi servizi: scambio tra asset virtuali e valuta nazionale o estera, o tra uno o più asset virtuali; trasferimento di asset virtuali; deposito o gestione di asset virtuali o di strumenti che permettono il controllo su questi asset; partecipazione ad attività finanziarie e offerta di servizi legati all’emissiore di asset virtuali.

Il documento aggiunge inoltre:

“I fornitori di servizi legati agli asset virtuali possono operare nel Paese solo dopo aver ricevuto l’autorizzazione da parte di un organo o entità amministrativa.” 

I brasiliani però non potranno usare le criptovalute come se avessero corso legale nel paese.

Per quanto riguarda le sanzioni, la legge definisce le multe o le pene detentive per chi non rispetta quanto stabilito dalla legge.

“La pena verrà incrementata da 1/3 (un terzo) a 2/3 (due terzi) se i crimini definiti in questa legge vengono perpetrati ripetutamente, per mezzo di organizzazioni criminali o per mezzo degli asset virtuali” 

La nuova legge entrerà in vigore dopo 180 giorni dalla data di pubblicazione sulla gazzetta ufficiale.

La Banca Centrale del Brasile e la Commissione di vigilanza sui titoli e valori, nota come CVM, lavoreranno insieme per supervisionare il mercato adempiendo a due ruoli distinti: la Banca si concentrerà sui pagamenti in crypto, mentre la CVM monitorerà gli asset crypto usati come forma di investimento. Tuttavia, gli organi di governo deposti ai vari compiti devono ancora essere nominati.

Come abbiamo riportato all’inizio di dicembre, la Banca Centrale del Brasile aveva pubblicato una risoluzione per creare un “gruppo di lavoro interdipartimentale” incentrato sulla tokenizzazione. Questo gruppo dovrebbe “eventualmente proporre modifiche alle norme” riguardo la “registrazione, deposito, trading e gestione delle attività legate agli asset finanziari che usano tecnologie legate alla blockchain”.

Il gruppo terrà una serie di incontri durante il 2023 alla fine dei quali è prevista la redazione di un “report finale” che sarà presentato al Comitato di governance, rischio e controlli della Banca.

Anche se la Banca non sembra essere del tutto favorevole alle crypto, il CVM in passato si è dimostrato disposto ad assumere un’attitudine laissez-faire a proposito della regolamentazione ma negli ultimi mesi ha cambiato parere e punta definire norme per il settore.

Cresce l’adozione di Bitcoin in America Latina

Alex Adelman, CEO e co-fondatore dell’app che offre ricompense in bitcoin, Lolli, ha dichiarato a Cryptonews.com:

“La scelta del Brasile di regolamentare bitcoin come meccanismo per i pagamenti getta le basi per una maggiore adozione di bitcoin nel Paese e in generale in America Latina.”

Secondo Adelman, l’adozione crypto in America Latina continua a crescere, ed è arrivata al 40% nel 2022. In gran parte questo si deve, secondo il CEO, all’inflazione cresciuta in questa regione molto più in fretta come non si vedeva da oltre 15 anni con una media di circa il 19%. Argentina e Venezuela hanno registrato il maggior numero di adozioni crypto dato che, nonostante la volatilità, il valore di bitcoin è cresciuto mentre quello della valuta locale continua a deprezzarsi.

Adelman sostiene inoltre:

“L’inflazione è uno dei fattori che ha portato alla scelta di usare le criptovalute come mezzo di pagamento in Brasile. […] I Paesi che hanno un tasso di inflazione maggiore del Brasile possono beneficiare allo stesso modo e forse di più di bitcoin come riserva di valore anti-inflazionistico e decentralizzato.”

Il CEO ha spiegato che l’inflazione in Brasile si è fermata poco sopra il 6%, mentre oltre cento nazioni nel mondo stanno patendo effetti ben maggiori dovuti all’aumento dell’inflazione.

È possibile che i paesi vicini vogliano seguire l’esempio del Brasile e a questo proposito Adelman ha detto:

“Ll’uso di Bitcoin in Brasile come riserva di valore e mezzo di scambio lascia pensare che anche le economie vicine presto adotteranno misure simili per semplificare gli scambi commerciali transfrontalieri.”

Ha aggiunto che i Paesi che hanno una grossa fetta di popolazione senza conto corrente potrebbero ottenere un vantaggio usando bitcoin e liberandosi dalla dipendenza dalle banche. 

Chiunque possa contare su una connessione a Internet potrebbe avere accesso a risorse finanziarie. “Nel 2023 vedremo altri Paesi con alti tassi di inflazione in America Latina e altrove adottare bitcoin per i pagamenti e come valuta” ha concluso Adelman.

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