Il CEO di Binance mette in guardia: all’asta sul dark web 500 milioni di numeri di Whatsapp

Ruholamin Haqshanas
| 2 min read
Fonte: Pixabay

Il CEO di Binance, Changpeng Zhao, ha messo in guardia gli utenti riguardo una possibile ondata di truffe phishing. Sul dark web, infatti, diversi hacker stanno vendendo i numeri telefonici di circa 500 milioni di utenti WhatsApp.

In un tweet, Zhao, il cui account su Twitter è CZ, ha rivelato che oltre 487 milioni di numeri di telefono associati a WhatsApp sono in vendita sul Dark Web. Ha dichiarato che i numeri sembrano attivi e che gli utenti dovrebbero stare all’erta, soprattutto verso messaggi con link sospetti, che potrebbero nascondere phishing e truffe.

Stando a quanto dichiara Cybernews, un hacker ha pubblicato i numeri sul forum di una community di hacker lo scorso 16 novembre, dichiarando che si tratta di un database aggiornato di 487 milioni di numeri di telefono di utenti di WhatsApp.

Il database contiene numeri provenienti da 84Ppaesi. Per la maggior parte si tratta di utenti residenti in Egitto (45 milioni), Italia (35 milioni), USA (32 milioni), Arabia Saudita (29 milioni), Francia (20 milioni) e Turchia (20 milioni).

Il presunto hacker ha dichiarato ai giornalisti di Cybernews di vendere i dati degli utenti USA per 7.000$, quelli inglesi per 2.500$ e i tedeschi per 2.000$. La testata ha inoltre specificato che l’hacker ha mostrato un campione dei dati in vendita e i giornalisti hanno potuto appurarne la veridicità.

Secondo le stime, WhatsApp ha oltre 2 miliardi di utenti attivi al mese. L’app di messaggistica è tra le più popolari al mondo.

Imponente perdita di dati su WhatsApp

Anche se l’hacker non ha specificato in che modo sia entrato in possesso del database, lasciando intendere di “aver usato la propria strategia” per raccogliere i dati, Cybernews suppone si siano serviti di una procedura nota come scraping per raccogliere informazioni su larga scala. 

Lo scraping, (dall’inglese to scrape, grattare/raschiare) è una tecnica che utilizza un software automatico (un bot o uno spider) per raccogliere informazioni, ed è largamente usato da tutti i motori di ricerca, a cominciare da Google.  Gli scraper in questo modo possono ottenere e salvare le informazioni degli utenti, compresi numeri di telefono, foto del profilo e status dalla piattaforma di WhatsApp.

Da notare, non è l’unico furto di dati a danno di WhatsApp o altre compagnie collegate a Meta. Ad aprile 2021, le informazioni personali di 533 milioni di utenti Facebook sono state divulgate da degli hacker sul proprio sito.

Gli esperti da tempo criticano Meta per la scelta di consentire a terze parti di analizzare e raccogliere i dati dei propri utenti.

____

Leggi anche:

Segui Cryptonews Italia sui canali social