Jake Chervinsky si scaglia contro la SEC: manca la neutralità!

Marcello Bonti
| 2 min read

C’è chi contesta la posizione assunta dall’autorità di vigilanza sui mercato USA rispetto alle crypto. Si tratta del Chief Policy Officer della Blockchain Association che mette in dubbio l’imparzialità del presidente della SEC rispetto agli asset digitali.

Polemica sull’equiparazione degli asset digitali a titoli azionari


Il settore crypto ha accolto con un dibattito acceso la posizione assunta da Jake Chervinsky, noto avvocato e Chief Policy Officer della Blockchain Association. L’illustre sostenitore delle crypto ha sollevato dubbi relativi alla posizione del presidente della Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense, Gary Gensler, sugli asset digitali.

Chervinsky ha condiviso su Twitter il suo forte disaccordo e ha chiesto a Gensler di astenersi sulle decisione relative all’attuazione della legge sugli asset digitali.

Il punto di vista di Gensler: Tutti gli asset digitali sono titoli


La controversia ruota attorno alla convinzione di Gensler secondo cui tutti gli asset digitali, eccezion fatta per Bitcoin, debbano essere classificati alla stregua di titoli azionari.

Da quando è stato nominato presidente della SEC, Gensler non ha fatto mistero della sua convinzione, che secondo Chervinsky equivale a un pregiudizio.

Così facendo, Chervinsky ritiene che Gensler sia venuto meno al requisito di neutralità caratteristico della carica che ricopre come previsto dalla procedura Wells di investigazione in caso di contestazioni sull’operato di una compagnia.

Il metodo Wells è una procedura formale che la SEC mette in atto quando deve appurare un eventuale infrazione delle norme sui titoli da parte di individui o aziende.

È stato concepito per consentire ai commissari della SEC di agire come giudici imparziali, esaminando le tesi di entrambe le parti, accusato e accusatore, per valutare la situazione e decidere come intervenire. Secondo, Chervinsky i pregiudizi di Gensler sugli asset digitali inficiano la sua necessaria imparzialità.

La tesi di Chervinsky: A rischio equità e imparzialità


Insomma, venendo meno la necessaria imparzialità, non sono state formulate delle valutazioni specifiche per ogni caso ma è stato applicato un generico principio secondo cui tutte le crypto dovrebbero ricadere sotto la categoria di titolo azionario.

E il problema si estende ben oltre i singoli casi, sostiene Chervinsky. Se Gensler continuerà a partecipare alle decisioni sull’applicazione della legge, il suo pregiudizio potrebbe inficiarne l’intero processo di attuazione.

Per non rischiare, Chervinsky ritiene che Gensler dovrebbe astenersi dall’esprimere il proprio parere su tutte le future decisioni che riguardano i beni digitali. E si spinge oltre, suggerendo di invalidare retroattivamente anche le decisioni che sono già state ratificate dal presidente della SEC.

La tesi di Chervinsky ha scosso il settore crypto, e potrebbe diventare la nuova linea difensiva per chi si trova attualmente imputato per aver infranto le norme sui titoli.

Per Chervinsky, chiunque si trovi in una situazione del genere dovrebbe consultare i propri legali e discutere se appellarsi alla ricusazione di Gensler, presso la SEC o un tribunale federale.

La posizione di Chervinsky non si può considerare come un parere legale ma offre una nuova prospettiva per future argomentazioni. Sottolinea l’importanza di preservare l’equità e l’imparzialità della funzione esecutiva della SEC, una componente vitale della missione dell’agenzia.

___

Leggi anche:

 

Segui Cryptonews Italia sui canali social