La centralizzazione di Ethereum sta diventando un problema serio

Sauro Arceri
| 4 min read

Il noto sito di informazione crypto, Protos, aveva previsto già nel maggio 2022 che il merge di Ethereum e il conseguente passaggio all’algoritmo di consenso proof-of-stake avrebbe potuto portare a un aumento della centralizzazione.

Nella giornata di ieri, il ricercatore della Ethereum Foundation, Danny Ryan, ha confermato la previsione ammettendo una serie di problematiche tra cui la “corporativizzazione, e la minaccia sistemica della centralizzazione”.

Ryan ha sollevato un’interessante domanda:

“Cosa accade quando un regolatore si rende conto che tre persone controllano il voto? È facile: io ho tre porte a cui bussare.”

Le tre “porte” in questione sono i tre validatori che ora detengono oltre l’85% della validazione dello staking liquido di Ethereum: Lido, Coinbase e Binance.

Contro ogni previsione, a maggio 2022, Vitalik Buterin riteneva che nessun servizio di staking liquido avrebbe superato il 15%. Con tre servizi che ora detengono l’85%, però, è ormai chiaro che quella previsione risulta del tutto infondata.

Il più grande validatore conosciuto di Ethereum è Lido, tre volte più grande del secondo, Coinbase, e sette volte più grande di Binance.

Ryan ha espresso preoccupazione che Lido, Coinbase e Binance potrebbero arrivare a controllare un terzo dell’intero set di validatori di Ethereum, sia per le quote liquide sia per quelle tradizionali e illiquide.

Lido: il gigante della validazione di Ethereum


Lido è emerso come il principale validatore di Ethereum, poiché consente agli utenti di ottenere facilmente ricompense dalla validazione proof-of-stake.

Lido offre agli utenti la possibilità di ricevere stETH (Ethereum staked) in cambio di ETH, mantenendo un rapporto 1:1 tra i due. Questo consente agli utenti di avere liquidità istantanea anziché bloccare i propri fondi per un lungo periodo.

Lido trasferisce agli holder di stETH anche la maggior parte delle ricompense di validazione guadagnate attraverso un processo chiamato rebasing.

Con le sue offerte allettanti e una grande liquidità, Lido ha costantemente aumentato la sua adozione. Il suo token di governance ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di 1,3 miliardi di dollari, mentre il token principale, stETH, vale 13,9 miliardi di dollari, posizionandosi come il settimo asset crittografico più grande al mondo.

Centralizzazione nell’ecosistema Ethereum


La centralizzazione sembra essere un problema crescente nell’ecosistema Ethereum.

I tre principali servizi Layer 2 di Ethereum – Arbitrum, Optimism e Base – custodiscono ETH in wallet multisig controllati da firmatari aziendali di fiducia e hanno promesso di decentralizzare questi wallet “in futuro”, ma la promessa è vaga e sta suscitando preoccupazioni in seno alla comunità.

Alcuni osservatori ritengono che questa centralizzazione possa esporre i protocolli Ethereum a rischi legali. L’avvocato Preston Byrne ha sottolineato che molti protocolli Ethereum potrebbero essere vulnerabili a citazioni e azioni legali a causa della centralizzazione.

L’evoluzione dell’ecosistema Ethereum continua a sollevare interrogativi sul bilanciamento tra decentralizzazione e praticità, con la comunità che cerca costantemente soluzioni per mantenere l’integrità dei principi fondamentali della blockchain.

Il nuovo trend delle criptovalute di seconda generazione: i cloni di Bitcoin


Mentre Ethereum cerca di risolvere i suoi problemi di centralizzazione, Bitcoin sta facendo i conti con la nascita di numerosi “token clone” che attirano l’attenzione e il gradimento dei traders affamati di sostanziali profitti a breve termine.

Dopo Bitcoin Cash, BTC20 e Bitcoin BSC, l’ultimo clone apparso sul mercato è Bitcoin Minetrix (BTCMTX). La prevendita del nuovo token BTCMTX ha avuto inizio da poche ore soltanto, ma ha già raccolto più di 100.000 dollari, il che testimonia il livello di attenzione che circonda già questa nuova piattaforma.

Bitcoin Minetrix è un ambizioso progetto che combina insieme due elementi molto popolari nel settore delle criptovalute: lo staking dei token, che offre agli investitori la possibilità di guadagnare un reddito passivo dalle proprie criptovalute, e il mining di Bitcoin.

L’innovativo meccanismo di Stake-to-Mine introdotto da Bitcoin Minetrix


Il principio di funzionamento di questo meccanismo è semplice: una volta messi in staking i token BTCMTX, oltre a garantire un reddito passivo con un APY del 108,739%, questi vanno a finanziare le operazioni di mining di Bitcoin direttamente sul cloud.

Lo Stake-to-Mining di Bitcoin Minetrix è una funzione completamente decentralizzata, tutto avviene sul cloud, basta semplicemente acquistare i token BTCMTX e puntarli in staking per guadagnare i crediti di cloud mining da utilizzare per estrarre Bitcoin (BTC). Per ulteriori approfondimenti in merito, vi rimandiamo al Whitepaper di BTC Minetrix.

Tokenomics


BTCMTX ha una fornitura totale di 4.000.000.000 (4 miliardi) di token. Il 42,5% (1.700) verranno utilizzati per il mining, il 35% (1.400) per il marketing, il 15% (600) andrà alla community, mentre il rimanente 7,5% (300) verrà destinato alla staking.

Prevendita


La prevendita è strutturata in 10 fasi con un traguardo di raccolta finale di 15,6 milioni di dollari; il prezzo del token subirà un aumento del 10% a ogni fase. Attualmente è in corso la prima fase e i token sono disponibili al prezzo unitario di 0,011 dollari.

Non appena sarà raggiunto l’obiettivo intermedio di 3.080.000 dollari, avrà inizio la seconda fase e il token BTCMTX subirà il primo aumento di prezzo.

Partecipare alla prevendita è semplice, basta andare sul sito ufficiale di Bitcoin Minetrix, collegare il proprio wallet di criptovalute e acquistare i token BTCMTX pagando con ETH, USDT o BNB.

Non perdete l’occasione di realizzare sostanziali profitti con lo staking e con il mining di Bitcoin, e affrettatevi a investire quanto prima nella prevendita di Bitcoin Minetrix al fine di ottenere il massimo sconto possibile sui token BTCMTX.

È possibile rimanere aggiornati sui progressi della prevendita seguendo l’account ufficiale di X (ex Twitter) e unendosi ai gruppi Telegram e Discord.

Le criptovalute sono altamente volatili e non regolamentate. Nessuna tutela del consumatore. Potrebbe essere applicata una tassa sugli utili.

 

Leggi anche:

Segui Cryptonews Italia sui canali social