La dichiarazione fiscale delle criptovalute scade il 30 settembre e spuntano le prime truffe!

Christian Boscolo
| 2 min read

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La scadenza per la dichiarazione dei redditi derivanti da criptovalute, prorogata dal Ministero dell’economia dal 30 giugno al 30 settembre, si sta avvicinando e iniziano a proliferare anche le truffe correlate.

A comunicarlo sul suo sito ufficiale è la stessa Agenzia delle Entrate che ha messo in guardia gli investitori con una nota.

Nel documento l’Agenzia ribadisce che non chiamerà o invierà mai messaggi SMS o Whatsapp ai cittadini per chiedere il pagamento delle imposte sulle crypto.

L’avviso, pubblicato il 25 settembre, mette in oltre in guardia su una truffa attualmente in atto, pubblicandola in versione integrale:

 

Ma questo è solo un esempio. Le truffe viaggiano spesso attraverso i social di messagistica come Whatsapp e perfino tramite numeri stranieri, in particolare con il prefisso inglese: +44.

Come difendersi dal phishing?


L’Agenzia delle entrate segnala come difendersi dalle truffe che spesso possono essere smascherate facendo attenzione ad alcuni dettagli come errori grammaticali o di punteggiatura, minacce di riscossione tramite un ente di recupero crediti e l’indicazione di una scadenza molto prossima.

I cittadini possono inoltre segnalare le e-mail gli SMS e le telefonate sospette attraverso la pagina predisposta dall’Agenzia delle Entrate.

Dichiarazione e Tassazione delle Criptovalute: Le Nuove Normative


La recente Legge n. 197/22 ha delineato il quadro normativo relativo alla dichiarazione e tassazione delle criptovalute, classificando i proventi da esse derivanti come redditi diversi, conformemente all’articolo 67, comma 1, lettera c-sexies del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR).

Obblighi e Aliquote

La dichiarazione delle criptovalute è un obbligo per i detentori, con l’applicazione di una tassa sulle plusvalenze, calcolate come la differenza tra il corrispettivo ricevuto e il costo o valore di acquisto, con un’aliquota del 26%. Le minusvalenze possono essere compensate con le plusvalenze nei successivi periodi fiscali, fino al quarto anno.

Scambi e Conversioni

La Legge di Bilancio 2023 ha precisato che gli scambi tra diverse criptovalute non sono fiscalmente rilevanti. Tuttavia, la dichiarazione diventa necessaria quando le criptovalute sono utilizzate per acquisti di beni o servizi o convertite in valute tradizionali.

Dettagli Dichiarativi

Nel quadro RW della dichiarazione dei redditi i detentori dovranno indicare il valore delle cripto-attività al 31 dicembre, sia iniziale sia finale. In assenza di conversioni non sono dovute imposte sulle plusvalenze realizzate.

Sanzioni e Regolarizzazioni

Per chi non ha mai dichiarato detenzioni di criptovalute la nuova legge prevede sanzioni ridotte  pari allo 0,5% del totale per ogni anno di omessa dichiarazione, a partire dal 31/12/2021.

In presenza di conversioni in valute Fiat con plusvalenze è possibile regolarizzarsi pagando un’imposta sostitutiva del 3,5%, più lo 0,5% per ogni anno di omessa dichiarazione.

Ruolo degli Exchange

Le nuove disposizioni contemplano la possibilità per gli exchange di criptovalute di agire come sostituti d’imposta semplificando gli adempimenti fiscali per gli utenti, analogamente a quanto avviene per i titoli detenuti presso le banche.

Exchange come Binance stanno implementando strumenti per facilitare la trasparenza fiscale,con funzioni specifiche già operative in alcuni Paesi e in fase di estensione ad altri.

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