La SEC ha chiesto al giudice di non considerare la richiesta di Coinbase!

Christian Boscolo
| 2 min read

A dominare il panorama crypto negli USA sono soprattutto le cause legali intentate dalla SEC – La Security Exchange and Commission – ovvero l’ente borsistico americano che paragona gran parte delle crypto (per il momento sembrano esclusi Bitcoin ed Ethereum) a titoli azionari.

Nella giornata di ieri c’è stato un altro passo in avanti nella controversia tra l’exchange americano Coinbase e la SEC.

L’ente di controllo americano ha infatti chiesto a un giudice federale statunitense di pronunciarsi contro la mozione di Coinbase per la chiusura del procedimento a suo carico.

Coinbase aveva infatti chiesto al giudice di chiudere il procedimento a suo carico basandosi sulla famosa controversia tra la SEC e Ripple Labs. Si tratta di una causa ancora in corso ma che ha visto una vittoria parziale da parte di Ripple.

Da un lato il giudice Torres che presiede la causa ha dato ragione alla  SEC, ritenendo che la prima vendita di token XRP effettuata attraverso una ICO sia da ritenersi una vendita di titoli azionari. Questo perché chi ha acquistato XRP in quel modo si aspettava un rendimento generato da altri, classica definizione per rientrare nel test di Howey.

Il giudice ha però anche stabilito che le vendite sul mercato secondario, ovvero quando XRP è approdato sugli exchange, non possono essere considerate vendite di titoli azionari.

Ad agosto, l’exchange Coinbase ha presentato una mozione di archiviazione del caso presso la corte federale di Manhattan sostenendo che la SEC non aveva l’autorità per fare causa visto che i beni e i servizi digitali in questione non erano considerati titoli.

Peccato che Gary Gensler, presidente della Securities and Exchange Commission, sia di parere diverso.

Secondo Gensler, i flussi di reddito passivi generati dallo staking su Coinbase possono essere considerati come il risultato di un contratto di investimento.

Di conseguenza, la piattaforma sarebbe illegale e le sue attività ricadrebbero sotto la giurisdizione della SEC.

I funzionari dell’agenzia di regolamentazione statunitense hanno dichiarato:

La piattaforma Coinbase ha promosso il suo meccanismo di staking come un investimento, o almeno come un mezzo che potrebbe offrire agli utenti l’opportunità di generare un flusso di reddito passivo e quindi ottenere una qualche forma di remunerazione da Coinbase.

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