La SEC non farà ricorso nel caso Grayscale. È una buona notizia per gli ETF su Bitcoin?

Sauro Arceri
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La società di investimento Grayscale è riuscita a stabilire una posizione preminente all’interno dell’ecosistema crypto fin dalle sue origini, nel 2013.

Ora l’azienda, che ha dato un contributo importante all’adozione della tecnologia blockchain tra gli operatori istituzionali, sta affrontando attacchi legali da parte della Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti.

Di recente è stato annunciato che l’autorità di vigilanza finanziaria statunitense non presenterà la richiesta di appello alla sentenza del tribunale, che ha ritenuto sbagliato respingere la richiesta di Grayscale di creare un ETF Bitcoin spot.

Come vedremo nel corso di questo articolo, questa notizia potrebbe avere un impatto positivo sui prezzi del settore cripto.

La SEC non farà ricorso nel caso Grayscale: buone notizie per gli ETF Bitcoin?


Nell’agosto del 2023, la Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, a Washington, ha stabilito che la Securities and Exchange Commission ha respinto ingiustamente la richiesta di un ETF Bitcoin spot proposta da Grayscale.

Il ragionamento della corte d’appello federale è il seguente: nella misura in cui la SEC ha autorizzato la negoziazione di ETF Bitcoin futures, è impossibile che rifiuti categoricamente gli ETF Bitcoin spot.

Sebbene avesse tempo fino a sabato 14 ottobre per appellarsi a questa decisione, la SEC ha scelto di astenersi. Secondo i commenti di alcuni osservatori, questa inversione di rotta potrebbe essere foriera dell’approvazione di un ETF Bitcoin spot da parte dell’agenzia di regolamentazione statunitense entro i prossimi due mesi.

È fondamentale sottolineare che questa astensione non implica che la richiesta di Grayscale per un ETF Bitcoin spot sarà necessariamente approvata.

Tuttavia, la società di investimento beneficerà di un’ulteriore revisione della sua domanda da parte della SEC. Da parte sua, l’agenzia di regolamentazione statunitense potrà formulare un nuovo rifiuto, a condizione che sia supportato da nuove prove.

Come promemoria, il termine ETF si riferisce a un veicolo di investimento progettato per seguire la performance di un’attività specifica o di un gruppo di attività. Consente quindi agli investitori di posizionarsi in Bitcoin senza acquistare l’asset vero e proprio. Tuttavia, esiste una distinzione notevole tra i diversi tipi di ETF.

Un ETF Bitcoin spot è direttamente collegato al prezzo attuale di BTC. Con questo tipo di ETF, sarebbe teoricamente possibile acquistare e detenere Bitcoin al prezzo di mercato attraverso le istituzioni finanziarie tradizionali, senza la necessità di possedere un wallet crypto o ricorrere a un exchange di criptovalute.

Un ETF Bitcoin future, invece, consente agli investitori di speculare “scommettendo” su quello che sarà il possibile prezzo di Bitcoin in un futuro più o meno prossimo, senza che il fondo detenga alcun BTC.

La decisione della SEC di non appellarsi al verdetto a favore di Grayscale potrebbe essere una buona notizia per tutti gli altri operatori che stanno cercando di creare un ETF Bitcoin spot. Come nel caso di BlackRock, Invesco e WisdomTree, che hanno presentato alla SEC numerose richieste di approvazione.

La notizia ha avuto un effetto positivo sul prezzo di Bitcoin, che è aumentato di un significativo 1,31% nelle ultime 24 ore. Questo movimento al rialzo ha spinto il prezzo di BTC fino a 27.204,97 dollari.

Secondo i dati di CoinMarketCap, il volume di trading di Bitcoin per la giornata è stato di circa 7,76 miliardi di dollari, con un aumento del 46,52% rispetto ai dati del giorno precedente.

È importante ricordare che l’attenzione degli investitori nei confronti di Bitcoin non si limita soltanto alla principale criptovaluta e ai suoi derivati, come gli ETF e gli Ordinals, ma anche alle nuove altcoin che, pur essendo basate sulla blockchain Ethereum, sono legate a Bitcoin perché ne condividono alcune caratteristiche.

Questo è il caso della piattaforma Bitcoin Minetrix, che di recente ha lanciato la prevendita del suo token nativo BTCMTX.

Bitcoin Minetrix: la nuova rivoluzionare del mining di Bitcoin


L’obiettivo della piattaforma di Bitcoin Minetrix è quello di rendere accessibile il mining di Bitcoin a chiunque, grazie all’introduzione del suo rivoluzionario meccanismo Stake-to-Mine.

Partendo da questa premessa, la prevendita ha avuto uno strepitoso successo e ha già raccolto più di 1,5 milioni di dollari, completando la prima fase ed entrando nella seconda.

Il meccanismo Stake-to-Mine, introdotto da Bitcoin Minetrix, permette di partecipare al mining di Bitcoin in maniera decentralizzata, semplicemente acquistando e mettendo in staking il token nativo della piattaforma: BTCMTX.

I possessori di token BTCMTX bloccati in staking, oltre al reddito passivo APY, riceveranno crediti di mining come ulteriore ricompensa. Questi crediti potranno essere a loro volta spesi per effettuare il cloud mining, cioè la partecipazione decentralizzata al mining di Bitcoin, offrendo così l’ulteriore opportunità di guadagnare i BTC estratti dalla convalida dei blocchi della catena di Bitcoin.

Grazie a questa dinamica, il prezzo del token BTCMTX è destinato a esplodere al momento del lancio.

Attualmente la prevendita di Bitcoin Minetrix è entrata nella seconda fase, di conseguenza il prezzo del token BTCMTX ha subito un primo aumento del 10% passando da un costo unitario di 0,011 dollari a 0,0111 dollari. A ogni passaggio di fase il prezzo aumenterà del 10% fino a raggiungere 0,0119 dollari nella decima e ultima fase della prevendita.

Partecipare alla prevendita è facile, basta andare sul sito ufficiale di Bitcoin Minetrix e collegare il proprio wallet crypto. I token BTCMTX possono essere acquistati pagando in ETH, USDT o con carta.

Esiste anche l’opzione di pagare con BNB, ma è sconsigliata perché i token acquistati in questo modo non possono essere messi in staking, cosa che invaliderebbe la possibilità di ottenere reddito passivo APY e crediti di mining.

Le criptovalute sono altamente volatili e non regolamentate. Nessuna tutela del consumatore. Potrebbe essere applicata una tassa sugli utili.

 

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