La volatilità del mercato ha obbligato Signature Bank a rinunciare alle crypto

Marcello Bonti
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La Signature Bank, crypto bank statunitense, ha ridotto “in maniera significativa” i depositi di asset digitali sul finire dello scorso anno. La ragione era la crescente volatilità e le preoccupazioni delle autorità come dichiarato dall’ex presidente e cofondatore della banca ora fallita.

“Purtroppo, una serie di eventi davvero straordinari e senza precedenti si sono susseguiti rapidamente”, ha dichiarato Scott Shay, ex co-fondatore e presidente di Signature nella testimonianza che ha preparato lunedì in vista del processo.

Shay ha testimoniato davanti alla Commissione bancaria del Senato martedì mattina, insieme all’ex presidente della Signature Bank Eric Howell e all’ex CEO di Silicon Valley Bank Gregory Becker.

Silicon Valley Bank, o SVB, è fallita pochi giorni prima di Signature Bank lo scorso marzo.

Nonostante i fallimenti di altre banche e i prelievi per miliardi di dollari da Signature, Shay si dice certo che la banca meriti ancora fiducia.

“La banca era ben capitalizzata. La banca era solvibile, anzi, lo è sempre stata, con attivi ben superiori al passivo anche in extremis. E la banca aveva un piano ben definito e solido per continuare a operare e sopportare ulteriori prelievi”.

Il 12 marzo il Dipartimento dei Servizi Finanziari di New York aveva annunciato di prendere il controllo di Signature Bank per proteggere i correntisti.

Shay ha dichiarato di non essere d’accordo con la decisione dell’autorità:

“Sebbene non sia d’accordo con questa decisione, riconosco l’importante ruolo che i regolatori bancari svolgono nel nostro sistema finanziario.”

Il crollo delle banche


A marzo, a distanza di pochi giorni l’una dall’altra, sono fallite tre banche specializzate in crypto e tech, tra cui Signature Bank, SVB e Silvergate Capital.

Il crollo di queste banche ha colpito duramente il settore crypto, alcuni hanno accusato il governo di aver preso di mira il settore di proposito intervenendo con la chiusura delle banche.

Il sovrintendente del NYDFS, New York State Department of Financial Services, Adrienne Harris ha respinto queste insinuazioni parlando di Signature Bank in una conferenza il mese scorso.

“L’idea che il subentro nella proprietà di Signature riguardi le criptovalute e che questo sia stato il ‘Choke Point 2.0’ è davvero ridicola.”

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