Mercato crypto in timido rialzo: si riparte dagli ETF su Bitcoin ed Ethereum

Christian Boscolo
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Anche se il mercato delle criptovalute è ancora lontano dai suoi giorni più fulgidi oggi, lunedì 3 giugno, registriamo un rialzo che è comunque significativo considerato il periodo asfittico.

Bitcoin è a 69.200, e guadagna oltre il 2% in giornata, con tendenze che, basta osservare il grafico odierno, sembrano decisamente rialziste. Il dato settimanale restituisce un aumento dell’1% ma su base mensile il guadagno è superiore al 16%. Ottime prospettive dunque, che dovranno però essere confermate nelle prossime ore.

Andamento più o meno simile anche per Ethereum che oggi guadagna il 2% ed è in perdita sul dato settimanale, ma mostra un eccezionale guadagno mensile del 28%. Merito ovviamente della spinta emotiva degli ETF.

Come vanno le altcoin?

Giornata positiva anche per le altcoin, che nell’ultimo mese hanno performato abbastanza bene. Secondo i dati di CryptoBubbles, relativi alle prime 100 crypto per capitalizzazione, ecco la situazione in questo momento:

Vanno bene quasi tutte le meme coin: FLOKI, BONK, PEPE, WIF, così come BNB, PENDLE, KAS (Kaspa) e NOT, che prosegue la sua crescita. Buono anche il dato di ONDO, GALA SEI e SAND.

Situazione che, anche se positiva, rimane molto incerta nonostante le ottime prospettive per Bitcoin ed Ethereum. Il momento sembra essere particolarmente positivo per alcuni trend specifici come le meme coin e i token legati all’Intelligenza Artificiale, mentre c’è anche anche un ritorno di interesse per il Metaverso e i giochi Blockchain, i veri sconfitti della rinascita crypto dopo l’approvazione dell’ETF su Bitcoin.

Cosa dobbiamo aspettarci?


Al momento la situazione è piuttosto tesa sul piano politico. Sono in molti a credere che l’approvazione dell’ETF su Ethereum sia stata soprattutto politica, con la SEC che avrebbe dato il via agli ETF solo dopo le forti pressioni istituzionali.

I Repubblicani spingono per l’approvazione del FIT21 che di fatto toglierebbe alla SEC il controllo di molte criptovalute, perlomeno quelle considerate decentralizzate (criterio ancora tutto da stabilire in realtà, ndr) trasferendolo all’agenzia che si occupa delle materie prime.

Ma le criptovalute sembrano essere diventate centrali anche nello scontro politico USA tra Biden e Trump, con posizioni che si fanno sempre più divergenti con il passare del tempo.

Se Trump ha decisamente svoltato verso il mondo crypto, sostenendo la FIT21 e dichiarando di essere favorevole alle criptovalute nella loro definizione più ampia e senza restrizioni, Biden è al momento più cauto. Il Presidente in carica (Biden) è favorevole a una nuova normativa che dia regole più chiare al settore ma sembra essere più guardingo e pacato.

Sua, ad esempio, la recente decisione di mantenere la SAb121, ovvero la guida della SEC (Securities and Exchange Commission) che richiede alle aziende quotate in borsa, comprese le banche, di dichiarare le criptovalute come passività nei loro bilanci.

Questa misura è stata molto criticata perché diverge dalla pratica convenzionale di trattare gli asset in custodia, che solitamente non appaiono nei bilanci poiché appartengono ai clienti. La criticità principale è che questa norma potrebbe soffocare l’innovazione e scoraggiare l’ingresso di nuovi attori nel settore delle criptovalute​.

Già in passato, Biden si era detto contrario alla decisione di revocare la norma voluta dalla SEC. Aveva già accennato ai pericoli che potrebbero derivare per gli investitori in caso di mancata tutela.

Nella dichiarazione di veto, Biden ha spiegato che la sua “amministrazione non sosterrà misure che mettano a rischio il benessere dei consumatori e degli investitori”.

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