Nuova vittima della SEC: Sotto accusa il fondatore, HEX perde il 31%

Marcello Bonti
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La Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense ha intentato una causa contro Richard “Heart” Schueler e i progetti crypto HEX, PULSECHAIN e PULSEX ora il prezzo è in caduta libera.

Secondo un documento depositato presso il tribunale del distretto orientale di New York e condiviso su Twitter dall’economista Alex Krüeger, l’autorità di regolamentazione sta violando le leggi statunitensi sui titoli.

L’impatto della notizia ha atterrato il prezzo di HEX che ha perso subito oltre l’11%. Adesso il prezzo continua a scendere e registra un calo di oltre il 31% nelle 24 ore. La perdita in 7 giorni si attesta intorno al 34% e la situazione continua a peggiorare.

Fonte Coinmarketcap

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Stando ai documenti che hanno portato l’autorità di vigilanza a indagare sull’operato della piattaforma crypto, Richard Heart ha raccolto oltre 1 miliardo di dollari in cambio dell’offerta di un titolo non registrato, il token HEX.

I fatti si riferiscono alla campagna di finanziamento di dicembre 2019 e ai tre anni successivi rivolta a “investitori retail negli Stati Uniti e all’estero”.

La SEC sostiene che Heart ha operato tramite PulseChain e PulseX, che gli avrebbero permesso di raccogliere 1 miliardo di dollari dagli investitori. Attraverso queste piattaforme, si sostiene, Heart ha fatto “grandiose” promesse di arricchimento per gli investitori.

Altro dettaglio che emerge dalle accuse della Commissione, a quanto pare Heart ha sostenuto pubblicamente la libertà di parola, ma di fatto si sarebbe appropriato dei fondi degli investitori per acquistare “beni di lusso”. Quindi pesa sul fondatore del progetto HEX anche l’accusa di frode e appropriazione di fondi degli investitori.

Secondo quanto ricostruito dalla Commissione, il meccanismo di staking di HEX è stato manipolato. I periodi di “blocco” dei depositi sarebbero stati violati da Heart che pare abbia attinto ai fondi “riciclando le transazioni”. Il documento afferma che:

“Tra dicembre 2019 e novembre 2020, Heart, tramite l’indirizzo del wallet pubblico di Hex, ha raccolto oltre 2,3 milioni di ether (“ETH”), presumibilmente da investitori, per un valore di oltre 678 milioni di dollari al momento dei depositi (…). Sembra che il 94-97% di questi depositi di ETH, tuttavia, fossero transazioni di “riciclaggio” dirette da Heart o da altri insider, che hanno permesso a Heart o ad altri insider di ottenere il controllo di un gran numero di token Hex (…).”

A differenza di Ripple, dunque, l’accusa non si limita esclusivamente alla violazione della legge sui titoli statunitense. Qui l’ente di vigilanza scaglia una vera e propria accusa di appropriazione di fondi degli utenti per scopi personali. Ancora dai documenti pubblicati si legge:

“Heart ha spesso promosso questi investimenti come una strategia per arricchirsi in maniera importante per gli investitori, sostenendo che Hex, per esempio, ‘è stato realizzato per essere l’asset con il maggiore apprezzamento mai esistito nella storia dell’uomo’. Sebbene Heart abbia affermato che questi investimenti avevano il vago scopo di sostenere la libertà di parola, non ha rivelato di aver usato milioni di dollari dei fondi degli investitori di PulseChain per acquistare beni di lusso per se stesso.”

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