Paul Brody di EY: “Le Blockchain Private non reggono contro Ethereum”

Roberto Migliore
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Paul Brody, figura di spicco nel settore blockchain presso Ernst & Young (EY), una delle principali società di revisione contabile al mondo, ha recentemente espresso il suo scetticismo riguardo alle blockchain private.

Durante il Real World Asset Summit, Brody ha condiviso la sua visione secondo cui le blockchain private potrebbero non avere futuro, soprattutto se vengono confrontate con reti pubbliche decentralizzate come Ethereum.

Ha inoltre suggerito che le grandi banche che esplorano blockchain private, come R3 Corda, potrebbero presto rivedere il loro approccio, ritenendolo inefficace.

Ethereum: La Scelta Preferita delle Grandi Aziende Tecnologiche


Mentre le blockchain private sono ancora in fase di esplorazione, Ethereum sta guadagnando sempre più trazione tra le grandi aziende tecnologiche.

Visa, ad esempio, sta sviluppando un’iniziativa che permetterà agli utenti di coprire le tariffe del gas su Ethereum utilizzando le proprie carte di credito e debito.

Prezzo di Ethereum il 20 settembre: Fonte: ETHUSDT su Binance, TradingView

Questa decisione potrebbe spianare la strada a una maggiore adozione di Ethereum, eliminando la necessità per gli utenti di acquistare ETH per pagare le tariffe del gas.

Nel frattempo, PayPal, in collaborazione con Paxos, ha lanciato la sua stablecoin, PYUSD, sulla piattaforma Ethereum.

Inoltre, EY ha ampliato il supporto del suo Blockchain Analyzer: reconciler, includendo Dogecoin (DOGE) tra le monete disponibili per i suoi clienti.

Questo nuovo strumento consente ai revisori di confrontare i record dei clienti con il libro mastro pubblico, dimostrando ulteriormente l’importanza delle reti come Ethereum nel panorama blockchain attuale.

 

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