Per Leemon Baird, cofondatore di Hedera Hashgraph, le blockchain non sono decentralizzate!

Marcello Bonti
| 4 min read

È in corso in questi giorni il CV Summit 2023 a Zugo (Svizzera), dove è presente Leemon Baird, cofondatore di Hedera Hashgraph, lo hanno raggiunto i nostri colleghi di Cryptonews France che lo hanno intervistato.

Professore di informatica all’Accademia dell’aeronautica militare degli Stati Uniti, ha fondato Hedera Hashgraph con il suo socio Mance Harmon nel 2018. Oggi è uno tra i più attivi sostenitori dell’idea che solo la centralizzazione possa garantire rendimento e sicurezza delle blockchain.

Come funziona la blockchain Hedera?


Hedera è una blockchain layer 1 tra le più veloci e sicure che utilizza un protocollo di consenso detto Asynchronous Byzantine Fault Tolerant (ABFT).

Su Hedera vengono effettuate più transazioni che su qualsiasi altro ledger al mondo, con una media di oltre 1.000 transazioni al secondo.

Per ottenere questo risultato è però necessario un sistema più efficace di validazione.

Dal momento che non si tratta di una blockchain proof-of-work, il funzionamento è diverso anche rispetto ad altri portabandiera del settore blockchain.

Qui ogni operatore è in grado di generare un blocco ogni dieci secondi e tutti condividono i propri allo stesso tempo, generando, figurativamente, una pila di blocchi.

L’innovazione sta nel fatto che ogni blocco ha un hash di informazioni, cioè una chiave per interpretare i dati criptati, che equivale a quella di chi ha creato il blocco.

Si può arrivare a ricostruire un “hashgraph” servendosi di un algoritmo capace di rivelare l’ordine con cui è stato espresso il consenso. Chiaramente senza condividere con nessuno il contenuto delle informazioni in sé.

Chi garantisce la trasparenza della governance di Hedera


Per quanto riguarda la governance, quella di Hedera è garantita da un consiglio di 29 grandi organizzazioni mondiali.

Si tratta di dieci tra le migliori università del mondo, aziende nella lista di Fortune 500 come Google, IBM, LG, le banche più antiche, le più grandi società di telecomunicazioni in Europa, uno dei più grandi studi legali in il mondo, eccetera.

Tutti hanno lo stesso potere di voto sulla governance on-chain. Tutti hanno lo stesso interesse che la governance sia trasparente altrimenti perderebbero la loro reputazione. Nessuno di questi colossi si farebbe corrompere se questo potesse rovinarne la reputazione.

Ecco perché il protocollo è veloce, sicuro, ben governato ed economico.

In più ha un’impronta di carbonio molto inferiore rispetto a qualsiasi altra blockchain, o anche a una carta di credito. Ogni pagamento con carta consuma più CO2 di mille transazioni su Hedera.

Decentralizzazione non è sinonimo di libertà da vincoli interni


Alla domanda sul perché Hedera abbia scelto una blockchain così centralizzata, Baird ha spiegato che decentralizzazione non significa assenza di vincoli interni.

Hedera è una blockchain molto più decentralizzata nella sua governance rispetto a qualsiasi altra pur essendo controllata da grandi aziende e organizzazioni.

Tutte le blockchain sono controllate da un gruppo di persone. Bitcoin dal gruppo di cinque dev che lo sviluppano e da dodici pool, ma nessuno sa chi sono o a chi facciano riferimento.

Ethereum è controllato da un gruppo di persone che detengono il potere. Si definiscono decentralizzati ma di fatto controllano tutto quello che avviene sulla piattaforma. E anche qui nessuno sa veramente chi siano.

Per quanto riguarda Hedera, invece, la gestione è pubblica e trasparente. E non sono cinque ma ventinove e c’è trasparenza sulle decisioni prese perché vengono rese pubbliche.

La vera trasparenza è data dalla registrazione on-chain di tutte le operazioni in merito alla governance che così diventa ampliamente verificabile.

L’analisi dell’attuale crypto winter


Al numero uno di Hedera, i colleghi di Cryptonews France hanno chiesto anche un’analisi sull’attuale situazione di stallo del mercato, quello che è stato definito il lungo inverno delle criptovalute.

Baird ha fatto riferimento alla propria esperienza e al fatto di aver già vissuto in prima persona un inverno crypto nel 2018 a cui ha fatto seguito una primavera.

L’esperienza ha consento al gruppo di “costruire come meglio potevamo in modo da esplodere durante la primavera successiva, cosa che è successo”.

Anche l’attuale inverno sembra essere una buona occasione per continuare a sviluppare e consolidare il progetto in attesa della nuova rinascita del mercato.

In questo momento ci sono vari progetti sviluppati su Hedera. Un esempio di successo è Toko che tokenizza i beni reali (RWA), incluso il mercato dei crediti di carbonio per scambiare kilowatt verdi.

C’è anche l’Hedera Consensus Service (HCS) che a costi bassissimi è in grado di archiviare informazioni in eterno. Il progetto atma.io permette di tenere traccia di miliardi di voci nella supply chain.

Alla tecnologia blockchain Leemon Baird è arrivato quasi per caso, forte della sua passione per la matematica e l’interesse per la risoluzione di problemi computazionali.

Per caso si era ritrovato a dover risolvere un problema relativo alla necessità di sicurezza dei computer senza comprometterne la velocità. Poi è arrivata la blockchain e la risposta a questo problema nel 2015.

“Con il mio socio Mance Harmon, con il quale dal 2000 avevo fondato diverse società, tutte cedute, abbiamo creato una blockchain privata, Swirlds. Poi è nata l’idea di creare la blockchain pubblica Hedera, ma volevamo che fosse gestita in modo equo. Non da sole cinque persone che detengono tutto il potere.”

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