Realtà virtuale in movimento! Meta e BMW rivoluzionano l’esperienza di guida

Gaia Rossi
| 2 min read

BMW

Di recente Meta, proprietaria di Facebook e Instagram, e il produttore automobilistico tedesco BMW, hanno svelato alcuni sviluppi sorprendenti ottenuti nella loro collaborazione, riguardo all’uso della tecnologia di realtà aumentata e virtuale all’interno dei veicoli.

Realtà virtuale in movimento


In questa collaborazione senza precedenti, BMW Group Technology Office USA e i Reality Labs Research di Meta hanno raggiunto un importante traguardo. Hanno infatti dimostrato per la prima volta la possibilità “di mostrare con precisione contenuti stabili di realtà virtuale (VR) e realtà mista (MR) ai passeggeri di un’auto in movimento, anche durante curve, dossi e accelerazioni”.

L’obiettivo ambizioso di questa sfida è esplorare le strade future in cui l’AR e la VR potrebbero essere integrati all’interno di veicoli intelligenti, trasformando l’esperienza dei passeggeri in qualcosa di veramente straordinario.

E non si tratta solo dell’auto di famiglia. Nell’annuncio di Meta si legge:

“Questa tecnologia potrebbe rivoluzionare i viaggi in auto, in treno, in aereo e oltre, liberando nuove forme di comunicazione, di intrattenimento e di utilità, ottenendo un valore più elevato rispetto agli schermi e agli strumenti che siamo abituati a vedere oggi nei veicoli”.

Claus Dorrer, responsabile dell’Ufficio Tecnologia del BMW Group USA a Mountain View, ha definito la ricerca “promettente” e ha riferito:

“È troppo presto per dire esattamente come o quando questa tecnologia arriverà nelle mani dei clienti, ma prevediamo una serie di potenziali casi d’uso per i dispositivi XR nei veicoli: dall’assistenza al guidatore nel localizzare la propria auto in un parcheggio affollato all’avviso di pericoli sulla strada, fino alla visualizzazione di informazioni importanti sulle condizioni del veicolo”.

La sfida del movimento


Il problema principale che l’aziende hanno dovuto affrontare riguarda il movimento. Il numero di sensori, compresi i sensori inerziali di movimento (IMU) e le telecamere all’interno dei visori VR, lavorano per stimare la posizione e il movimento dei visori stessi e, di conseguenza, dell’utente.

Quando ci si trova però all’interno di un veicolo in movimento, questi sensori entrano in conflitto. I sensori di movimento dei visori indicheranno che ci si sta muovendo, ma le telecamere, quando puntate verso l’interno dell’auto, rileveranno che siamo fermi.

Le due aziende, però, hanno compiuto “un’impresa enorme”, spiegando che,

“Per risolvere questo problema, abbiamo incorporato in tempo reale i dati IMU provenienti dai sensori di un’auto BMW nel sistema di tracciamento dei nostri occhiali di ricerca Project Aria. Queste informazioni aggiuntive permettono al sistema di calcolare la posizione degli occhiali rispetto all’auto”.

Implementando il sistema di tracciamento su un visore Meta Quest Pro, il team è riuscito a fissare con precisione gli oggetti virtuali all’interno di un’auto in movimento, sfruttando un modello digitale dell’auto.

Il prossimo passo di Meta e BMW


Inoltre hanno rivelato che il prossimo passo sarà quello di integrare la posizione dell’auto rispetto all’ambiente circostante, consentendo così il rendering world-locked.

“L’accesso al sistema di posizionamento 6DOF dell’auto potrebbe consentirci di eseguire il rendering di contenuti virtuali world-locked al di fuori del veicolo, come l’identificazione di punti di riferimento e altri punti di interesse”.

Meta ha anche dichiarato che proseguirà la collaborazione con BMW, sottolineando che si prevede che questa nuova capacità sviluppata diventerà di valore incalcolabile per i visori AR e gli assistenti AI personalizzati nel futuro prossimo.

 

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