Sai Quante Crypto Servono per Gestire un Nodo di ETH, DOT, SOL, BNB, ALGO e AVAX?

Esistono molti metodi per fare soldi nel mondo delle crypto. Il più diffuso è senza dubbio quello del trading, per la loro alta volatilità, ma è certamente anche il più rischioso. Scopri qui le migliori crypto in cui investire nel 2022.

Per andare sul sicuro o comunque ridurre il rischio è invece meglio affidarsi al mining, che però comporta investimenti molto alti. Esiste però anche un terzo metodo, meno utilizzato e conosciuto, e destinato alle criptovalute con algoritmo di consenso POS (proof of stake) che consiste nel gestire un nodo di una Blockchain. Stiamo parlando del cosiddetto staking

Che cosa serve per fare Staking?

Per farlo sono sostanzialmente richieste tre caratteristiche: una connessione a Internet, un computer (con determinate specifiche tecniche) e una quantità di crypto che varia a seconda del nodo da gestire. Se le prime due richieste sono abbastanza facili da soddisfare, la quantità di valuta digitale varia drasticamente a seconda della Blockchain da gestire. Il dato ci viene fornito dall'Exchange Kraken in un suo recente report che potete trovare qui. 

Specifiche richieste per i validatori POS  - Fonte: Kraken

Come potete osservare nella tabella qui sopra, Per gestire una Blockchain come Ethereum (la seconda al mondo per capitalizzazione) sono richiesti 32 Ethereum, che al cambio attuale corrispondono a circa 43mila euro

Per gestire la Blockchain Cosmos (ATOM) servono invece 37.801 Atom, pari a 491mila euro al cambio attuale, mentre per Avalanche (AVAX) bastano 2mila Avax, che oggi corrispondono a circa 34mila euro.

Tra questi spicca anche il dato di Algorand che risulta avere la gestione più a buon mercato. Bastano infatti appena 0,1 Algo per gestire un nodo, una cifra pari a pochi centesimi.

Per gestire attivamente un nodo sarà necessario installare un software e mantenere il computer collegato alla rete Internet. In cambio del vostro sforzo e del vostro staking (che significa puntata, proprio perché viene messo in gioco e tenuto fermo per un periodo prestabilito, ndr) riceverete una ricompensa che varia in base alla Blockchain gestita. 

Alcune Blockchain PoS (non tutte) possono avere una procedura detta di slashing (nell'immagine la trovate come Slashing Penalty ed applicata solo ad alcune Blockchain) mediante la quale chi si comporta in maniera malevola viene punito con la perdita del proprio stake. Si tratta ovviamente di una procedura volta a disincentivare comportamenti scorretti gravi (non è che vi tolgono i soldi se vi spegne il computer per errore, ndr) ed è un'ulteriore garanzia della sicurezza di una Blockchain. 

Ad esempio lo slashing non è previsto per Algorand (ma l'importo richiesto qui è irrisorio) e Avalanche.

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Le criptovalute sono altamente volatili e non regolamentate. Nessuna tutela del consumatore. Potrebbe essere applicata una tassa sugli utili.

Come leggere questi risultati?

La sicurezza ma soprattutto la decentralizzazione di una Blockchain PoS dipende dal numero dei nodi validatori. Se la soglia è bassa, sarà maggiore il numero dei nodi validatori e la blockchain più decentralizzata. 

Questo ovviamente in linea di principio, esistono però molti altri fattori che influenzano la decentralizzazione come la capitalizzazione, e quindi la sua diffusione, ma anche il tipo di algoritmo di consenso e le sue regole.

Come abbiamo visto, ad esempio, non tutte utilizzano lo slashing per punire i comportamenti malevoli, inoltre alcune Blockchain hanno adottato soluzioni PoS peculiari come metodo di raggiungimento del consenso. Algorand ad esempio utilizza la PPoS (Pure proof of stake) mentre Solana combina l'innovativo Proof-of History (PoH) con il più classico Proof-of Stake (PoS).

Differenze tra Earn e Staking

È bene anche chiarire la differenza tra mettere in STAKING o mettere in EARN. Questo secondo metodo si riferisce infatti alla possibilità di mettere a rendita per un periodo fisso (36-60-90 o 120 giorni) le vostre crypto su un Exchange centralizzato come Binance, FTX o Crypto.com.  

In questi casi non si tratta dunque di una procedura di staking diretta, sarà l'Exchange poi a utilizzare i fondi raccolti dai propri clienti mettendoli a sua volta in staking. Nel caso di Binance, ad esempio, potrete ritirare le vostre crypto in staking fisso in un paio di giorni, pagando però una penale su quanto guadagnato.  Anche in questo caso fate dunque attenzione perché ogni Exchange ha le sue regole peculiari.

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