Silvergate condannata dal tribunale fallimentare deve restituire $ 9,85 milioni a BlockFi!

Gaia Rossi
| 2 min read

Silvergate

 

Silvergate, la banca cripto-friendly, è stata condannata a restituire 9,85 milioni di dollari a BlockFi nell’ambito della procedura di fallimento in corso del prestatore crypto.

In base ai documenti sul sito web del consulente per la ristrutturazione di BlockFi, venerdì scorso il tribunale fallimentare che supervisiona il processo di ristrutturazione aziendale di BlockFi ha ordinato a Silvergate di rilasciare immediatamente 9,85 milioni di dollari all’ormai defunto lender crypto.

Tale ordine è avvenuto dopo che BlockFi e Silvergate avevano stipulato un accordo nell’agosto 2020, in cui Silvergate operava come istituto di deposito “per quanto riguarda gli accrediti e/o gli addebiti avviati da BlockFi attraverso Silvergate su conti mantenuti presso Silvergate e altri istituti finanziari di deposito”.

Nel novembre 2021 BlockFi aveva accettato di costituire una riserva di 10 milioni di dollari. L’accordo stabiliva che il conto sarebbe terminato 90 giorni lavorativi dopo l’ultimo trasferimento pertinente, garantendo a BlockFi un accesso illimitato a quei fondi.

Nell’ordinanza si legge:

“Silvergate rilascerà immediatamente 9.850.000 dollari dal Silvergate Reserve Account a un conto designato dai Debitori”, consentendo a Silvergate di tenere i restanti 150.000 dollari nel conto di riserva.

L’ordine del tribunale rientra nel procedimento fallimentare in corso di BlockFi, che è diventata la prima società a presentare istanza di fallimento dopo il crollo di FTX. Il lending crypto ha più di 100.000 creditori e gli deve una cifra compresa tra 1 e 10 miliardi di dollari.

BlockFi è stata fondata nel 2017 come lending di asset digitali ed era valutata 3 miliardi di dollari. Nel 2021 BlockFi deteneva depositi di clienti per un valore compreso tra 14 e 20 miliardi di dollari e aveva prestato 7,5 miliardi di dollari.

Anche se BlockFi e Silvergate hanno lavorato insieme negli ultimi anni, i due non avevano un rapporto molto stretto. Infatti Silvergate, in seguito al crollo di BlockFi, aveva dichiarato di avere un’investimento inferiore a 20 milioni di dollari nei confronti del prestatore crypto, aggiungendo di non essere il depositario dei prestiti SEN Leverage con collaterale in Bitcoin di BlockFi e di non avere investimenti in BlockFi.

Silvergate subisce l’esodo dei clienti


All’inizio della settimana Silvergate ha annunciato che non sarebbe stata in grado di depositare in tempo la relazione finanziaria annuale 10-K alla SEC e che sta valutando la sua capacità di rimanere in attività. Le azioni di Silvergate sono crollate di oltre il 55% dopo l’annuncio.

Silvergate è stata tra gli istituti di credito più colpiti dal crollo di FTX. Infatti la banca ha subito una corsa agli sportelli e ha dovuto vendere 5,2 miliardi di dollari di titoli di debito che deteneva in bilancio con una perdita significativa, per coprire circa 8,1 miliardi di dollari di prelievi da parte degli utenti.

Ha subito quindi una perdita di 718 milioni di dollari, che secondo quanto riferito supera i profitti totali della banca dal 2013. Inoltre Silvergate aveva solo 3,8 miliardi di dollari di depositi alla fine del 2022, rispetto agli 11,9 miliardi di dollari del 2021.

Molte società crypto, tra cui Coinbase, Paxos, Galaxy Digital e Kraken, hanno deciso di interrompere i rapporti con la banca dopo il ritardo della presentazione della relazione. Anche MicroStrategy e Tether hanno detto di non avere alcuna esposizione significativa con la banca.

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