Terraform Labs accusa Citadel del crollo di UST

Marcello Bonti
| 3 min read

Terraform Labs sostiene di poter provare che il CEO di Citadel Securities, Ken Griffin, aveva pianificato di shortare la stablecoin UST di fatto danneggiandola mortalmente.

Le accuse avevano iniziato a circolare già all’indomani del rovinoso crollo di UST nel 2022. Ora Terraform Labs accusa Citadel Securities di avere operato di proposito. L’intento era destabilizzare la stablecoin TerraUSD classic (USTC) tanto da causarne il completo declino.

Tutto questo avviene mentre Terraform Labs e il suo fondatore, Do Kwon, continuano ad affrontare problemi legali.

Terraform Labs accusa Citadel


Terraform Labs ha formalizzato al tribunale degli Stati Uniti nel distretto meridionale della Florida il 10 ottobre, la richiesta di chiarimenti a Citadel Securities LLC.

Il network ora fallito ha chiesto al gestore patrimoniale di produrre i documenti relativi alle attività di trading a maggio 2022.

In quella circostanza USTC è crollata perdendo il 70%  di ancoraggio al dollaro in poche ore per poi precipitare a 0,02$ alla fine del mese.

All’inizio si era sostenuta la tesi dell’instabilità dell’algoritmo. Ora Terraform ritorna su una delle accuse sostenute all’indomani della catastrofe: la responsabilità di terzi.

Nella sua richiesta Terraform cita “prove pubblicamente disponibili” che lasciano intendere che il CEO di Citadel Securities, Ken Griffin, avesse pianificato una vendita allo scoperto della stablecoin in quel periodo.

Un rappresentante di Terraform Labs ha spiegato:

“Riteniamo che la destabilizzazione non sia dovuta all’instabilità dell’algoritmo alla base della stablecoin UST. Alcuni player del mercato l’hanno intenzionalmente shortata, facendole perdere il prezzo di 1$.”

Nella documentazione presentata in tribunale si fa riferimento a un grafico pubblicato su Discord. Qui un utente anonimo sosteneva che Griffin avesse l’intenzione di impiegare le strategie di trading di George Soros su Luna UST.

All’inizio di maggio 2022, un utente di X (Twitter) @JacobCanfield, che ora ha circa 90.000 follower, twittava: “i rumor dicono che citadel è il colpevole”.

Nel tweet si faceva riferimento a un prestito di 100.000 BTC da usare per aprire una posizione short su UST. Quindi Citadel avrebbe iniziato a svendere UST appena BTC avesse raggiunto i 30.000$ per far perdere il peg alla stablecoin.

Nel documento si fa direttamente riferimento alla capacità di Citadel di turbare i mercati. La sua disponibilità di risorse per 61 miliardi di dollari è tale da rendere l’entità capace di manipolare i mercati.

Il documento presentato in tribunale fa riferimento anche a un altro caso emblematico. A inizio anno, la Corea del Sud ha multato Citadel per 9,66 milioni di dollari per trading algoritmico ad alta frequenza.

Cause in corso e accuse contro Terraform Labs


In passato, la difesa di Terraform Labs ha chiesto al tribunale di ottenere dati in possesso dell’exchange FTX ora fallito per ricostruire le vicende relative a LUNA e UST.

La stessa richiesta è stata presentata anche dalla difesa di Do Kwon, fondatore ed ex dirigente del network, per affrontare la causa che lo vede imputato di frode multimiliardaria.

L’ex leader crypto è stato incarcerato in Montenegro a giugno per aver falsificato i propri documenti. Resta in attesa di affrontare accuse ben più gravi negli Stati Uniti e in Corea del Sud.

Il nome di Citadel Securities era già circolato nel 2022


Citadel Securities, colosso degli hedge fund, e il gestore patrimoniale BlackRock, erano stati coinvolti all’indomani dello spettacolare crollo di TerraUSD.

In quell’occasione entrambi i gestori patrimoniali avevano negato apertamente il loro coinvolgimento nel trading di TerraUSD (UST).

La testata economica Forbes aveva pubblicato la smentita da parte delle due società delle voci sul prestito da 100.000 Bitcoin per mezzo dell’exchange Gemini.

Quindi niente di nuovo rispetto al 2022, quando anche allora l’accusa era di aver apertamente manipolato il mercato per shortare UST.

Se le accuse si rivelassero fondate, l’operazione orchestrata dal fondo sarebbe stata sufficiente a far sparire dalla capitalizzazione di LUNA circa 25 miliardi di dollari.

Le conseguenze della vendita sarebbero poi state amplificate dal panico che ha spinto altri investitori a vendere il token concorrendo al crollo dei prezzi.

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