Tornado Cash ha “gestito” oltre 77 milioni di dollari in un mese!

Gaia Rossi
| 3 min read

Tornado Cash

Continua la querelle relativa a Tornado Cash, il mixer di criptovalute da diverso tempo nell’occhio del ciclone per la sua particolare caratteristica. Nel corso degli ultimi 30 giorni ben 77,35 milioni di dollari di asset sono passati attraverso i contratti di Tornado Cash sulla mainnet di Ethereum, secondo quanto riportato dalla società di intelligence blockchain Arkham.

Il mixer può essere utilizzato per proteggere l’identità degli utenti che, ad esempio, vogliono inviare una donazione in crypto mantenendo l’anonimato.

In passato perfino Vitalik Buterin ha dichiarato di averlo utilizzato per inviare fondi a organizzazioni benefiche.

Ma è anche utilizzato dai criminali informatici per occultare le transazioni con crypto acquisite tramite attività illecite.

La vicenda di Tornado Cash è strettamente legata all’operatività che caratterizza tutte le applicazioni basate su blockchain.

Quando un utente invia una criptovaluta da un account all’altro, una registrazione della transazione viene salvata per sempre nella blockchain.

È chiaro che in questo modo gli inquirenti possono utilizzare queste informazioni pubbliche per monitorare i flussi di denaro.

Questa trasparenza ha dato origine alla creazione dei servizi di “miscelazione”, i mixer appunto, che hanno lo scopo di occultare le attività finanziarie utilizzando la tecnologia blockchain.

Di fatto, un utente può depositare criptovaluta in un mixer, che utilizza una tecnica crittografica complessa per offuscare la provenienza del denaro, e quindi inviarlo all’indirizzo di un wallet.

Da lì, l’utente può recuperare i fondi ed eventualmente incassarli in maniera totalmente anonima.

In concomitanza con il diffondersi dell’uso delle criptovalute, purtroppo sia per fini leciti sia illeciti, i mixer hanno finito per rappresentare uno strumento di riferimento anche per i criminali informatici.

In altre parole, pur rappresentando una piccola parte dell’ecosistema complessivo delle criptovalute, i mixer hanno finito con il rivestire un ruolo significativo nelle attività illecite.

Nonostante Tornado Cash sia stato sanzionato dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti nell’agosto del 2022, rimane il più grande crypto mixer basato sulla rete di Ethereum.

Questo perché Tornado Cash continua ad essere utilizzato dal noto gruppo di hacker nordcoreani, Lazarus Group, per riciclare milioni di dollari in crypto.

Al momento, gli sviluppatori del crypto mixer, Roman Storm e Roman Semenov, sono nel mirino delle autorità, accusati di riciclaggio di denaro e violazione delle sanzioni.

Tornado Cash crolla a picco dopo le sanzioni


Dopo le sanzioni, il patrimonio di Tornado Cash è crollato di oltre il 60%. La società Arkham ha riferito che le attività legate alla piattaforma hanno subito una forte diminuzione e il volume dei trasferimenti è crollato a picco. Ma di recente il Total Value Locked (TVL) e il volume si sono ripresi.

Al momento il TVL di Tornado Cash è di 118,3K ETH, che corrisponde a un valore di 187,9 milioni di dollari. La piattaforma opera su 7 chain diverse e offre la possibilità di “offuscare” i trasferimenti di 10 crypto, ma l’asset più utilizzato rimane ETH.

Durante il mese di luglio 2021 la piattaforma deteneva oltre 700 milioni di dollari in Ethereum nei suoi contratti.

Il gruppo di hacker Lazarus Group, associato alla Repubblica Popolare Democratica di Corea, sembra stia continuando a utilizzare Tornado Cash per riciclare denaro.

Questo gruppo utilizza il mixing crypto per coprire le tracce delle loro attività illecite, come nel caso dei fondi rubati dal Bridge Ronin di Sky Mavis.

Stando a quanto riferito da Arkham, la maggior parte degli hacking subiti dal settore sono stati riciclati tramite un Mixer.

In passato il bando della piattaforma aveva innescato grossi dibattiti nella community crypto.

Ad esempio l’exchange crypto Coinbase si era schierato a favore della rimozione del divieto di utilizzare il mixer intentando una causa contro il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.

Secondo l’exchange il divieto costituiva una violazione della libertà di espressione, visto che si trattava di un software open-source.

 

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