Trova le differenze: cos’hanno in comune con i titoli azionari le 19 crypto sotto accusa?

Marcello Bonti
| 3 min read

Sono 19 in totale i token crypto citati ed equiparati a titoli borsistici nelle cause che la Securities and Exchange Commission degli USA ha rivolto ai principali exchange, Binance e Coinbase.

Citate solo contro Binance Citate solo contro Coinbase Citate in entrambe le cause
Cosmos (ATOM) Voyager Token (VGX) The Sandbox (SAND)
COTI (COTI) Dash (DASH) Decentraland (MANA)
Binance Coin (BNB) Nexo (NEXO) Algorand (ALGO)
Binance USD (BUSD) Chiliz (CHZ) Axie Infinity (AXS)
Near (NEAR) Solana (SOL)
Flow (FLOW) Cardano (ADA)
Internet Computer (ICP) Polygon (MATIC)
Filecoin (FIL)

Cos’hanno in comune crypto e i titoli azionari


La prima cosa da evidenziare è che i 19 token hanno avuto un’offerta iniziale, nota come Initial Coin Offer (ICO) o un programma di raccolta fondi prima del loro lancio.

Un’offerta iniziale di token crypto (ICO) è l’equivalente di un’offerta pubblica iniziale (IPO) nel mercato azionario.

Una ICO può essere lanciata da un’azienda che cerca di generare fondi per costruire una nuova crypto, un’app o un servizio.

Gli investitori che partecipano a un’offerta iniziale otterranno un nuovo token crypto emesso dall’azienda.

Questo token può avere un’utilità legata al prodotto o al servizio dell’azienda, oppure può rappresentare una partecipazione nell’azienda o nel progetto.

In secondo luogo i guadagni derivanti dalla vendita dei token servono per far crescere l’azienda o per scopi di marketing. SOL, ADA e ATOM sono usati per favorire lo sviluppo dell’ecosistema attuale.

Infine, le caratteristiche o i vantaggi del protocollo sono descritti sui social media ufficiali di ciascun token, come Twitter e Discord.

Le ragioni della classificazione come titoli


Perché, dunque, la Securities and Exchange Commission statunitense considera questi token come titoli azionari? Per farlo è stato utilizzato il cosiddetto Test di Howey.

Il test comprende quattro criteri per giudicare se qualcosa si può considerare un contratto di investimento.

  • La prima condizione è la presenza di un investimento finanziario. Significa che i partecipanti alla transazione devono mettere a rischio il proprio denaro. Ciò include sia gli investimenti monetari che quelli in natura.
  • Il secondo criterio è la condivisione dell’attivo. Significa che i risultati finanziari degli investitori sono in qualche modo collegati. Ciò può essere dimostrato dalla messa in comune delle risorse degli investitori o dalla dipendenza da una terza parte per la gestione dei loro interessi.
  • Il terzo requisito è l’aspettativa di profitti derivanti esclusivamente dal lavoro di altri, che indica che gli investitori prevedono che qualcun altro crei un ritorno sul proprio investimento. Potrebbero essere inclusi i profitti creati dalla gestione di terzi, per esempio, o i guadagni generati dagli sforzi di un certo gruppo o organizzazione.
  • In quarto luogo, il profitto di qualcosa deriva dal lavoro di altri o di appaltatori.

La SEC sostiene che le caratteristiche dei 19 token presentati questa volta soddisfano almeno tre dei quattro criteri.

In particolare tiene conto delle aspettative di profitto.

Cosa succederebbe se queste crypto fossero considerate titoli


La prima conseguenza di una sentenza che confermi la tesi della SEC sarà la scomparsa dei token dagli exchange negli Stati Uniti.

In secondo luogo, cosa che sta avvenendo adesso, i token scompaiono dagli exchange USA, vedi Coinbase e Robinhood.

Infine, le decisioni su questi token si rifletteranno sulla definizione delle norme che verranno a seguire, rappresentando un precedente legale di cui il legislatore dovrà tenere conto.

Tanti ritengono pericolose le azioni di forza condotte dalla SEC. Di certo la politica USA nei confronti delle crypto si sta rivelando molto restrittiva, a differenza di altre giurisdizioni, come Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Australia.

Negli USA la SEC è stata criticata per non aver tenuto conto delle differenze di settore e per la mancanza di lungimiranza.

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