Chainlink 2.0 porta in dote un nuovo Whitepaper e gli smart contract ibridi

Roberto Migliore
| 3 min read

Dopo l’introduzione di Chainlink Economics 2.0 nel 2021 che aveva portato in dote lo staking per il token LINK e altre novità come Build e Scale, ecco arrivare  Chainlink 2.0, aggiornamento che si concentra sui DON ovvero i contratti intelligenti o smart contract ibridi di nuova generazione.

Fin dalla sua nascita Chainlink ha avuto un ruolo ben definito: quello di oracolo. Gli oracoli nella Blockchain forniscono il collegamento tra la chain e il mondo esterno o se preferite tra il WEB2 e il WEB3.

Uno dei casi d’uso più ricorrenti è quello di verificare il prezzo delle crypto per autorizzare gli scambi automatici sugli exchange decentralizzati, ma in futuro gli oracoli potranno fare molte altre cose.

Giunto alle fasi finali con tanto di nuovo Whitepaper, Chainlink 2.0 porta in dote diverse novità a partire dai contratti intelligenti ibridi, ovvero la prossima generazione degli smart contract.

Aspetti Salienti di Chainlink 2.0


Chainlink 2.0 ruota attorno al concetto di DONs, gli oracoli decentralizzati che ampliano e migliorano le funzionalità dei contratti intelligenti su blockchain e introducono una serie di novità strutturali.

Che cosa sono le DON?

Le DON di Chainlink 2.0 sono in pratica una nuova generazione di oracoli. La loro funzione è sempre quella di mettere in comunicazione la blockchain con il mondo esterno ma adesso possono farlo anche off-chain, consultando diverse fonti per aumentare la sicurezza del dato e la sua decentralizzazione.

Grazie ai DON, invece di limitarsi a prendere un dato e a trasferirlo sulla blockchain, adesso gli oracoli sono in grado di analizzarlo e di compiere operazioni e calcoli off-chain.

Questo permette di alleggerire il lavoro della blockchain che ospita gli smart contract rendendola più veloce. I DON possono anche compiere una compressione dei dati elaborati, così da passare alla chain una quantità minore di dati. La nuova filosofia è quella di fare i calcoli dove i dati sono generati, per poi trasferirli.

Un altro esempio in cui le funzionalità dei contratti ibridi potrebbero avere un’applicazione è quello assicurativo. Un assicuratore che deve pagare un premio a un’azienda agricola deve avere dei dati precisi, non solo sapere se il tempo era bello o brutto. Gli smart contract possono selezionare con maggiore precisione questi dati, per poi confrontarli ed elaborarli prima di fornirli alla Blockchain.

I contratti ibridi continueranno ad avere la loro classica applicazione all’interno della De-Fi fornendo i prezzi delle crypto, ma potranno anche attivare alcuni smart contract a determinate condizioni, mentre al momento questi particolari contratti devono essere attivati dall’interno. Anche qui nasceranno con il tempo nuovi casi d’uso.

Anche lo staking contribuisce a creare una maggiore sicurezza nei nodi di Chainlink. Grazie al Super Linear Staking cercare di “corrompere” i nodi adesso è molto più difficile. Questo perché i nodi con maggiori quantità di staking vengono premiati con ricompense maggiori e per corromperli serve una cifra che è la somma dello staking dei nodi al quadrato.

Qui sotto trovate il video della tavola rotonda sul whitepaper Chainlink 2.0 dove il cofondatore di Chainlink Sergey Nazarov e Ari Juels, Lorenz Breidenbach e Andrew Miller del team di ricerca dei laboratori Chainlink approfondiscono i temi principali del whitepaper.

Cosa ci riserverà il futuro?


I contratti intelligenti ibridi combinano le capacità dei contratti intelligenti on-chain (cioè quelli che risiedono e operano direttamente sulla blockchain) con le funzionalità off-chain (esterne alla blockchain).

Oltre a tutto quello che abbiamo già detto i contratti intelligenti ibridi possono funzionare anche come ponte tra diverse blockchain e sistemi esterni, migliorando l’interoperabilità e consentendo la creazione di applicazioni più complesse e integrate.

Inoltre, la capacità di reagire a eventi e dati esterni consente una maggiore automazione e applicazioni sofisticate, come contratti intelligenti che rispondono in maniera automatica a cambiamenti nel mercato finanziario o a eventi mondiali.

In sintesi, i contratti intelligenti ibridi espandono notevolmente le potenzialità dei contratti intelligenti tradizionali, permettendo loro di interagire con il mondo esterno in modo sicuro e affidabile, e di svolgere funzioni più complesse e utili. Questo porta a nuove possibilità e innovazioni nel campo della blockchain e delle applicazioni decentralizzate.

L’ultima domanda nella tavola rotonda riguarda proprio le aspettative circa questa nuova generazione di smart contract, un’innovazione che al momento è ancora tutta da esplorare.

La possibilità di elaborare i dati off-chain è uno dei punti di forza e permetterà ai Layer 1 di essere più veloci ed efficienti. Una caratteristica importante anche se la scalabilità dei Layer 1 è in costante aumento.

Ma in generale tutte queste nuove funzionalità così come le blockchain, possono portare vantaggi ai Paesi emergenti dove accedere a un’assicurazione o a un conto bancario può essere un problema, mentre tramite la blockchain è possibile avere libero accesso a tutte queste tutele in maniera automatica.

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