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Cosa la storia ci mostra sul mercato Cripto nel periodo estivo

Di Alex Lielacher
Cosa la storia ci mostra sul mercato Cripto nel periodo estivo 101
Source: iStock/grinvalds

Il vecchio adagio del mercato azionario "vendere a maggio e andare via" ha dimostrato di avere ragione il più delle volte. In particolare, questo consiglio di Wall Street si riferisce alla vendita delle azioni a maggio per poi rientrare nel mercato ad ottobre, poiché giugno, luglio, agosto e settembre sono stati storicamente i mesi peggiori per le azioni.

Secondo uno studio di Barron's, se aveste ceduto il vostro portafoglio azionario a fine maggio per rientrare nel mercato ad ottobre, negli ultimi 30 anni avreste generato in media lo 0,7% di guadagni in più rispetto agli investitori che, al contrario, hanno investito in quel periodo.

Ma come è andata questa strategia nei mercati cripto? Dovresti seguire questo consiglio nel 2019?

Stagionalità degli asset cripto: l'effetto gennaio

Circa un anno fa, Cryptonews.com ha pubblicato un approfondimento sul tema della stagionalità nel mercato di bitcoin e ha rilevato che il cosiddetto "effetto gennaio" non esiste in questo caso.

L' Effetto Gennaio si riferisce ai mercati azionari che storicamente hanno fatto dei rally a gennaio, mese in cui gli investitori dispiegano nuovi capitali e sono generalmente ottimisti riguardo al nuovo anno. Tuttavia, bitcoin (BTC), negli ultimi anni, non è riuscito a iniziare le prime settimane dell'anno con un rally.
Vediamo lo storico:

2014: calo del 60% entro aprile prima di un breve periodo di recupero
2015: calo del 70% nelle prime due settimane di gennaio prima che il mercato si riprendesse
2016: calo del 20% nelle prime tre settimane di gennaio prima che il mercato si riprendesse
2017: calo del 25% nelle prime due settimane di gennaio prima che il mercato si riprendesse
2018: calo del 70% entro febbraio prima di un breve periodo di recupero, seguito da un'altra svendita
2019: calo di quasi il 6% a gennaio, prima che il mercato iniziasse a macinare più in alto

Anche nel 2017, quando abbiamo visto un impressionante rally annuale di bitcoin, il suo prezzo è sceso del 25% prima che iniziasse a cambiare rotta.

E riguardo a "vendi a maggio e vai via"?

Stagionalità nelle cripto: vendi a maggio e vai via

Guardando gli ultimi sei maggio, il prezzo del bitcoin è aumentato del 27% in media in quel mese.
Qui di seguito, puoi vedere una ripartizione dei rendimenti di bitcoin nel mese di maggio.

Maggio 2014: +38%
Maggio 2015: -1,5&
Maggio 2016: +18%
Maggio 2017: +71%
Maggio 2018: -18%
Maggio 2019: +57%

Inoltre, possiamo vedere che durante il periodo dal 1° maggio al 1° ottobre, il prezzo del bitcoin è aumentato di circa il 43% in media. Tuttavia, questa media non è il miglior parametro per trarre conclusioni preziose.
Di seguito è possibile visualizzare i profitti di bitcoin da maggio a ottobre negli ultimi cinque anni.

Da maggio a ottobre 2014: -14%
Da maggio a ottobre 2015: 0%
Da maggio a ottobre 2016: 35%
Da maggio a ottobre 2017: 221%
Da maggio a ottobre 2018: -26%

Usare la stagionalità come indicatore di investimento

Quindi, cosa possono dirci queste informazioni su come bitcoin si comporterà nei prossimi mesi estivi? Niente!

Solo perché il bitcoin ha avuto - in media - un brutto inizio d'anno e una buona stagione estiva non significa che questi effetti di stagionalità, che si basano su una serie temporale molto breve, avranno qualche influenza sulle prestazioni future del bitcoin.

In effetti, ogni investitore sa (o almeno dovrebbe sapere) che le performance passate non sono garanzia per i risultati futuri. Solo perché il prezzo del bitcoin si è comportato in un certo modo durante uno specifico periodo di tempo non significa che gli stessi sviluppi dei prezzi verranno replicati in un modo simile in futuro.

Vendere bitcoin adesso?

Guardando al 2019, possiamo vedere che il mercato dei bitcoin è molto diverso rispetto a tutti gli anni precedenti.

Gli investitori istituzionali non sono mai stati così coinvolti nel bitcoin come lo sono oggi. Inoltre, l'ecosistema di trading del bitcoin - costituito da exchange regolamentati, custodi di cripto di nuova formazione e regolatori molto più istruiti - non è mai stato così maturo come oggi, il che significa che più investitori professionali e istituzionali sono pronti ad entrare nel mercato.

Inoltre, siamo a un solo anno dal prossimo halving di bitcoin, che ne ridurrà della metà l'attuale premio di produzione con il mining (attualmente di 12,5 BTC). Molti credono che gli investitori stiano iniziando ad accumulare ora in previsione di un rally sostanziale nel prossimo anno come risultato della riduzione dei bitcoin appena estratti.

Finalmente, l'ingresso di entità quali Fidelity, JPMorgan, e Facebook nel mondo degli asset digitali, ha sanato qualsiasi dubbio del grande pubblico e della comunità imprenditoriale sulla legittimità delle criptovalute. Questo fa ben sperare per bitcoin in quanto rimane la criptovaluta con il più alto valore e il più grande marchio.

Tuttavia nè questi fattori, nè il fatto che i mesi estivi sono storicamente positivi per Bitcoin, possono garantire che il rally di bitcoin continui nei prossimi mesi, anche se "tutto" punta in quella direzione.

Il bitcoin rimane una classe di asset altamente volatile e illiquida il cui prezzo può essere influenzato da una manciata di balene che hanno tasche abbastanza profonde da causare picchi di prezzo infragiornalieri acquistando o vendendo qualche migliaio di BTC. Inoltre, stiamo ancora aspettando una decisione del G20 questa estate su quale aspetto possa avere il possibile quadro normativo globale per i criptoassets. E infine, come ogni irriducibile HODLer ha imparato in passato, ci può sempre essere un evento catastrofico che spinga i prezzi delle cripto in basso più velocemente di quanto tu possa premere il pulsante di vendita.

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